Giu 23

Durante la prima Guerra Mondiale, nel periodo Novembre 1917 – Novembre 1918, Follina , occupata dagli eserciti dell’Impero Austro-Ungarico venne a trovarsi a ridosso della linea del fronte.
Nel complesso già sede del Collegio dei Salesiani fu allestito l’ospedale militare “Feldspital 1505” destinato ad accogliere i feriti che provenivano dalla prima linea, i quali spesso morivano per le lesioni riportate.
Sull’area retrostante il cimitero civile fu ricavato un cimitero militare nel quale furono sepolti nel corso dei successivi 12 mesi oltre 900 militari di diverse nazionalità. Il luogo venne protetto con un muro di cinta e le croci a capitello che inizialmente identificavano le sepolture vennero sostituite da lapidi in cemento con i dati identificatici del Caduto.
Dopo la fine del conflitto alcune salme vennero rimpatriate dai famigliari, mentre la quasi totalità di esse rimasero nel cimitero militare.
Nel 1943, il Governo Italiano dispose la soppressione dei piccoli cimiteri militari ed il trasferimento delle salme nei Sacrari Militari importanti. Le operazioni appena iniziate furono bruscamente interrotte con l’Armistizio dell’8 Settembre 1943, con la precipitosa fuga della squadra che stava lavorando al trasferimento. Tutto rimase come prima fino al 1970 quando, una nuova disposizione ministeriale disponeva il trasferimento di tutti i resti ancora in loco e la dismissione del cimitero militare.
“…Completato e … certificato da OnorCaduti l’avvenuto trasferimento”, il monumento centrale e le lapidi vennero distrutti e l’area, “bonificata” , fu riconsegnata al Comune di Follina. Vi crebbero piante e arbusti ed il luogo diventò con il tempo un deposito di materiali di ogni genere.
Nell’anno 2004, in seguito ad una lettera di un anziano residente a L’Azione, il settimanale della Diocesi, che dava ancora i sepolti all’interno del muro di cinta rimasto intatto, un grande numero di militari austro-ungarici, l’Amministrazione comunale con l’aiuto del gruppo Alpini di Follina e di altri volontari qualificati giunti anche dal bellunese, diede avvio ad una ricerca sistematica anche con l’ausilio di una mappa delle sepolture all’epoca redatta dal Comando militare austro-ungarico.
Fin dall’inizio vennero alla luce gli scheletri composti di diversi militari ancora con anelli al dito o medagliette al collo. Gli scavi proseguirono su autorizzazione della Procura della Repubblica ed al termine dell’operazione su una prima parte dell’ex cimitero, iniziata nel mese di Settembre 2004 e conclusasi nel mese di Settembre 2005, erano stati riportati alla luce ed accuratamente custoditi nelle apposite cassette fornite dal Commissariato generale per le Onoranze dei Caduti di Guerra, 78 scheletri interi e una grande quantità di ossa provenienti da fosse comuni.
Durante gli scavi erano naturalmente riemersi anche i resti del monumento preesistente e qualche decina di lapidi di cemento.
Il tutto era stato puntualmente registrato e documentato dallo storico, prof. Tessari, il quale redasse e pubblicò di seguito il volume “IL CIMITERO AUSTRO-UNGARICO DI FOLLINA”.
Il terreno ed il muro di cinta vennero opportunamente sistemati.
Parteciparono all’operazione: alcune aziende locali che misero a disposizione le attrezzature necessarie, i volontari dei Gruppi Alpini di Follina e Valmareno e della sezione artiglieri di Follina e squadra di muratori e manovali inviati dalla Ӧsterreichisches Schwarzes Kreuz.
Su progetto offerto dall’arch. Prof Paolo Portoghesi, si fece luogo alla costruzione del Monumento/Sacrario all’interno del quale il 26 Ottobre 2008 furono depositate, dai 50 militari italiani ed altrettanti militari austriaci, le urne contenenti i resti mortali dei caduti riesumati.
Alla cerimonia presenziarono personalità di Governo e rappresentanze diplomatiche di dodici nazioni europee, numerose rappresentanze ed associazioni italiane ed estere, la fanfara austriaca ed i discendenti degli Asburgo ai massimi livelli.
Nel corso del 2016 i competenti ministeri di Austria, Germania ed Italia, hanno concordato la deposizione, all’interno del Monumento/Sacrario di Follina, di un soldato della Wehrmacht che veniva dal 1946 custodito nel cimitero civile di Miane, in attesa di rimpatrio.
Dal 2008, sul luogo – meta continua di visite e pellegrinaggi di singoli e comitive provenienti dai diversi Paesi d’Europa, inserito anche fra i percorsi della Grande Guerra, da Austria, Romania, Cechia, Slovacchia, Ungheria ed altri – viene celebrata annualmente una cerimonia commemorativa dei Caduti e della Vittime civili di ogni nazionalità e di tutte le guerre.
Durante la cerimonia che ha avuto luogo quest’anno 23 Giugno, Centenario della fine della Grande Guerra, organizzata con il Comitato per il Sacrario Austro-Ungarico di Follina, presieduto dal Presidente Sig. Marcello TOMASI, dalla Österreichisches Schwarzes Kreuz, dall’Ambasciata della Repubblica Ceca, dal Ministero della Difesa ceco, dall’Unione dei Legionari Cecoslovacchi e dalle locali Associazioni d’Arma è stata anche inaugurata dall’Ambasciatore della Repubblica Ceca, Dott.ssa Hana Hubackova e benedetta dal Vescovo David Tonzar della Chiesa Hussita di Praga, una lapide ai Caduti cechi.
Come è ormai tradizione, Il Servizio Religioso è stato concelebrato dai Rappresentanti di religioni/confessioni diverse. Erano presenti quest’anno: per la religione cattolica il Priore della Abbazia di Follina padre Francesco Rigobello, per la religione ebraica il Dr Conte delegato dal Rabbino capo di Padova Rav Adolfo Locci , per il Patriarcato Ecumenico della Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta padre Athenagoras Fasiolo, per la islamica l’Imam Ibrahima Sagna, per la luterana il Pastore Manfred Walgramm, per la Chiesa Hussita cecoslovacca il vescovo David Tonzar di Praga.
Particolarmente numerose, accanto ai Sindaci dei Comuni dell’area con relativi Gonfaloni, le delegazioni austriache presenti con oltre 100 persone della Österreichischen Schwarzen Kreuz di Graz guidata dal presidente della sezione Stiria col. Allesch, del Rainer Regiment di Salisburgo , della Kameradeschaftbund di Obdach, Insbruck, Vienna, Graz e Salisburgo, della Albert Schweitzer austria guidata dal Segretario Generale Dr Steiner ed altrettanto numerose le rappresentanze provenienti dalla Repubblica Ceca: I Brünner Korps di Brno , l’Unione dei Legionari Cecoslovacchi, i rappresentanti del Ministero ceco della Difesa , i funzionari dell’Ambasciata ceca in Italia con il consigliere dr Spanik e della Diocesi Hussita di Praga. Erano presenti inoltre come sempre il Granduca Georg d’Asburgo–Lorena discendente dell’imperatore Francesco Giuseppe ed il principe Franz Ferdinand Hohenberg discendente di Francesco Ferdinando d’Asburgo assassinato a Serajevo il 28 Giugno 1918.
Molte Autorità Straniere e Italiane hanno preso la parola, che con l’aiuto dell’interprete tutti i presenti hanno potuto comprendere.
Alla cerimonia oltre ai Gonfaloni e Vissilli Esteri, c’erano quelli dei Comuni limitrofi e numerosissimi Labari delle Associazioni d’Arma tra cui il Labaro Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro portato e scortato dai Carristi di Treviso, che durante la manifestazione è stato esaltato.