Ott 02

A Verona, accanto al Ponte Aleardi, contornata da un giardinetto c’è una stele: piccolo quanto prezioso Monumento per ricordare i Caduti Carristi. Ed è qui che, in occasione del Raduno Interregionale Carrista a cento anni dal primo impiego del carro armato sui campi della Somme nel 1916, è giunto il lungo e ordinato corteo che, partito dall’Arco dei Gavi (accanto a Castelvecchio) ha attraversato via Roma e Piazza Brà e si sono concluse, con gli Onori ai Caduti, quattro intense giornate di eventi attraverso i quali la Memoria storica si è ampliata – oltre che al 1916 e alla Grande Guerra –  anche ad altri  anniversari fondamentali della nostra storia, come i 70 anni dalla nascita della Repubblica Italiana, i 150 anni dall’unione del Veneto all’Italia e anche il centenario dell’artista, legato a Verona, arruolato nel Btg Volontari Ciclisti Automobilisti e morto a Chievo,  nel 1916, Umberto Boccioni. Al Corteo – mantenuto in perfetto ordine per l’intero tragitto, dal Col. Massignan – e alla Cerimonia di Onore ai Caduti – svoltasi con la presenza del picchetto d’onore – hanno preso parte, insieme ai Carristi (provenienti da diverse regioni italiane), i Medaglieri Provinciali del Nastro Azzurro di Verona e Rovigo e quello Sezionale di Valdagno, con i loro rappresentanti.  Presenti anche rappresentanti di altre Associazioni con i loro labari, il gonfalone della Provincia di Verona, autorità militari e civili, tra cui il dott. Lucio Parente, in rappresentanza del Prefetto di Verona, l’Assessore Antonio Lella in rappresentanza del Sindaco, il Presidente Nazionale dell’A.N.C.I. Gen. C.A. Salvatore Carrara. Numerosi anche civili e simpatizzanti. L’intero corteo come pure la Cerimonia per i Caduti sono stati accompagnati magistralmente dal Corpo Bandistico di Sommacampagna. Brevi ed intensi gli interventi, presso il Monumento, del Presidente Nazionale Gen. C.A. Carrara, del Gen. C.A Pachera Presidente Regionale Veneto e Trentino A.A., dell’Assessore Lella, del Presidente della Sezione A.N.C.I. di Verona, del Col. Puglisi. Una Memoria di chi ha sacrificato la propria vita, una celebrazione – non retorica – per rivitalizzare principi e valori di libertà e di democrazia. Una Memoria che, nei quattro giorni (29 settembre – 2 ottobre) ha coinvolto anche i giovani con una importante partecipazione di studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado con ricerche, interventi e una mostra artistica a Castelvecchio di profondo spessore. Tra le iniziative di queste giornate anche per i giovani, per carristi  e non solo, un’altra mostra, presso la sede dell’Associazione Carabinieri in Verona: un carro L3 restaurato (a cura dell’Associazione Museale “W. Rama” di Rivoli Veronese e di un bravissimo meccanico, F. Zanoni) e alcuni modelli di carri italiani, americani e tedeschi (concessi, per l’occasione dal Serg. Carrista D. Savioli e dalla sezione carristi di Pordenone, Col. Boldrin); un modo per rileggere la storia con una più attenta comprensione “dal basso” e dalle condizioni reali di chi l’ha vissuta.