La nostra storia

ISTITUTO del NASTRO AZZURRO

fra
Combattenti Decorati al Valor Militare
LA STORIA:
“Dalla Sua Istituzione ai Nostri Giorni”

L’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare , anche detto Nastro Azzurro , rappresenta un’ ideale associazione di tutti i Decorati al Valor Militare  dalle guerre Pre –Unità d’Italia ai Nostri Giorni.
Il 21 maggio 1793 S.M Vittorio Amedeo III di Savoia, nel corso della guerra Piemonte–Francia approvò il Regolamento per il Distintivo d’Onore stabilito per li bassi ufficiali e soldati delle Regie Truppe che istituiva una Medaglia d’Oro e d’Argento riportanti su di un lato la dicitura “Al Valore“ sotto una corona di lauro .
Tali Medaglie venivano conferite ai sottoufficiali ed ai militari di truppa del Regno Sardo che avessero compiuto azioni di segnalato valore in guerra.
Tale Distintivo di Onore  rappresentava, secondo il Regolamento, un pubblico e permanente onorifico contrassegno di Reale gradimento nel far riconoscere gli Autori;  doveva dar Loro una maggior considerazione, elevarne sempre più gli animi ed eccitare, anche con l’apparente segno della manifestata prodezza quella emulazione nei compagni che è tanto necessaria nel militare.
Già allora il conferimento di una Medaglia al Valore era accompagnata dalla corresponsione di un’ intera mesata o di mezza mesata di paga quando si trattava di sottoufficiali o soldati . Essa veniva conferita solo in presenza di pubblico o di truppe schierate in armi.
Con il dominio francese, stabilitosi in Piemonte in seguito alle Guerre Napoleoniche, la Concessione venne sospesa fino al 21 maggio 1815 allorquando Re Vittorio Emanuele I, rimpossessatosi dei Propri Stati in terraferma, La reintrodusse estendendola anche agli Ufficiali.
Sempre S.M. Vittorio Emanuele I di Savoia il 14 agosto 1815 soppresse le Medaglie d’Oro e d’ Argento sostituendole con le Decorazioni di Cavaliere e di Milite dell’Ordine Militare di Savoia da assegnare a chi si fosse distinto in battaglia o in altro fatto di guerra con azioni Valorose .
Nel Periodo 1831-33, in seguito all’importante rinnovamento dell’ Esercito Piemontese a opera di Re Carlo Alberto di Savoia Carignano , fu istituito da Carlo Alberto stesso un nuovo Distintivo d’ Onore per premiare molte azioni eroiche che, per la severità degli Statuti dell’ Ordine Militare di Savoia, non sarebbe stato altrimenti possibile encomiare.
Il 26 maggio 1833,quindi, Re Carlo Alberto di Savoia Carignano con Regio Viglietto istituiva un nuovo Distintivo d’ Onore consistente in una Medaglia d’Oro o d’Argento per premiare le azioni di Alto Valore nelle Armate di terra e di mare che non potessero dare diritto alla Croce dell’ Ordine Militare di Savoia.
Le nuove Medaglie sul recto portavano lo Scudo di Savoia sormontato dalla Corona Reale e circondato dal motto “ Al Valor Militare “ e, sul rovescio , due rami d’ alloro piegati a corona, in mezzo ai quali era inciso il nome del decorato e nel contorno il luogo e la data dell’ azione.
La Medaglia d’Oro o d’Argento era appesa a un Nastro Azzurro di 32 millimetri.
Tale distintivo poteva essere concesso a Ufficiali, Sottoufficiali e soldati anche immediatamente sullo stesso campo di battaglia da S.M. il Re, dal Gen. in Capo e dai Gen. di Divisione autorizzati.
Poteva essere accordato anche in tempo di pace per atti di Segnalato coraggio compiuti da Militari in Servizio Comandato.
L’assegno abbinato a queste medaglie fu rispettivamente di Lire 100 e di Lire 50 aumentato a 200 e 100 nel 1848.
In quell’ anno fu anche istituito una 3° decorazione per quegli atti che non raggiungevano gli estremi per la medaglia d’oro o d’argento e precisamente la menzione onorevole al valor militare che fu commutata nel 1887 da Re Umberto in medaglia di bronzo al valor militare senza soprassoldo alcuno.
Solo nel corso della I guerra mondiale con decreto 10.2.1918 n. 264 che portava i soprassoldi della medaglia d’oro a Lire 800 e della medaglia d’argento a Lire 250 fu istituito un soprassoldo per la medaglia di bronzo a Lire 100.
Prima di questo provvedimento era stata decretata per gli appartenenti al Corpo delle truppe coloniali anche per i militari indigeni la medaglia d’argento e quella di bronzo al valor militare per i casi speciali contemplati dal regolamento di disciplina per i militari del Corpo delle truppe coloniali nell’Eritrea. Tali medaglie leggermente diverse dalle altre davano il diritto solo a un premio una volta tanto di Lire 300 per l’argento e di Lire 100 per il bronzo; soprassoldi che vennero trasformati in ricorrenti annuali solo nel 1931.
Infine nel 1922 Vittorio Emanuele 3° con decreto del 7/1 creava la croce di guerra al valore militare senza soprassoldo. All’inizio il nastrino non era azzurro ma a striscia azzurre e bianche attraversate da una daga romana in bronzo con il motto FERT, ma poi anche alla croce di guerra fu abbinato il nastrino azzurro come per le altre decorazioni al valor militare.
L’ attività e l’ordinamento dell’Istituto furono regolati da uno Statuto provvisorio, sostituito in via definitiva da quello approvato con Regio Decreto n°1308 del 31 maggio 1928 quando l’Istituto fu eretto a Ente Morale.

Nel 1942 i soprassoldi per le medaglie d’oro, argento e di bronzo furono portati rispettivamente a Lire 1500 – 700 e 300 e nel 1953 a Lire 40.000 – 12.500 e 5.000.

Nel 1961 i soprassoldi hanno assunto la denominazione di assegni e sono stati elevati a Lire 60.000 – 18.000 e 7.500 mentre è stato istituito un assegno di Lire 5.000 per la croce di guerra.
Nel 1963 l’assegno della medaglia d’oro è stato portato a Lire 1.000.000 non reversibile. Per le altre decorazioni il cui assegno è diventato reversibile gli importi sono saliti a Lire 80.000 per l’argento, 30.000 per il bronzo e 20.000 per la croce.
Attualmente i nuovi soprassoldi sono di Euro 3.804,73 per la medaglia d’oro, di Euro 676,38 per l’argento, di Euro 211,36 per il bronzo e di Euro 126,82 per le croci al valore, tutti reversibili per intero.
Ai Decorati al Valor Militare fu concesso, col R.D. 17.11.1927, l’uso di un EMBLEMA da trascrivere dei registri della Consulta Araldica.
L’unico titolo nobiliare rimasto in vigore dopo la proclamazione della Repubblica e che può essere ancora concesso è, a norma dell’art. 2 dello Statuto Sociale (approvato dal Presidente della Repubblica il 23 maggio 1951 con Decreto n. 2449) quello di “nobile” annesso all’EMBLEMA ARALDICO DEL NASTRO AZZURRO che l’Istituto del Nastro Azzurro è autorizzato a rilasciare ai suoi iscritti, ai Soci di Onore come pure “alla memoria” in omaggio ai congiunti dei decorati al valor militare scomparsi.
L’EMBLEMA ARALDICO del Nastro Azzurro è un blasone di nobiltà: di quella nobiltà che non è ereditata o determinata da censo, ma elusivamente conquistata per azioni di valore dimostrato in combattimento in difesa della Patria, dove soltanto il coraggio, il rischio ed il sacrificio comportano le eccelse qualità del carattere e le nobili doti del cuore.
L’EMBLEMA ARALDICO del Nastro Azzurro viene inoltre rilasciato dall’Istituto ai Reparti o Unità delle Forze Armate italiane ed alle città le cui gloriose Bandiere e Gonfaloni sono stati decorati al valor militare nonché a Enti che abbino particolarmente contribuito alla valorizzazione della Italica Stirpe.
L’EMBLEMA ARALDICO è la sola distinzione che rievoca in forma nobile e austera il comportamento in guerra di ciascun Azzurro recando sul blasone le singole ricompense che egli ha meritato e che sono state ricordate nella legenda.

STORIA RECENTE:

L’ attuale ISTITUTO del NASTRO AZZURRO fu costituito in Roma il 24 febbraio 1923 prima come LEGIONE AZZURRA , poi come ASSOCIAZIONE del NASTRO AZZURRO, per volontà della Medaglia d’Oro Ettore Viola e del pittore Maurizio Baricelli che a memoria dell’ istituzione da parte di Carlo Alberto di Savoia Carignano delle Medaglie al Valor Militare. In realtà,per l’Istituto , la data di riferimento è il 21 aprili ,quando il Capo del Governo consegnò al Comitato Centrale dell’Istituto, nell’ Aula Senatoria del Campidoglio, l’Orifiamma Nazionale.
L’attività e l’ordinamento dell’Istituto furono regolati da uno statuto provvisorio, sostituito in via definitiva da quello approvato con Regio decreto n°1308 del 31 maggio 1928 quando fu riconosciuto all’Istituto l’uso di un Emblema Araldico e ,con  le successive Regie Patenti del 16 gennaio 1936, il diritto fu esteso anche ai membri dell’Istituto decorati di Croce di Guerra al Valor Militare, riconoscendoli quale Corpo Nobiliare del Valore.
Nei tumultuosi eventi politici e militari che seguirono l’8 settembre 1943, l’Istituto non fu sciolto e la Sua attività non subì interruzione. Riorganizzato per adeguare le proprie norme statutarie alla nuova forma istituzionale, rimasero inalterate la Sua Finalità di Ordine Morale e la Sua Totale Apoliticità.
Lo Statuto dell’ Istituto fu  approvato   con decreto n°158 del 10 gennaio 1966 del Presidente della Repubblica

IL NASTRO AZZURRO OGGI:

Oggi l’Istituto,sempre con sede centrale a Roma, si articola in 80 Federazioni Provinciali e varie Sezioni e Gruppi. Dalla Sua istituzione, hanno ottenuto l’iscrizione al Nastro Azzurro oltre 90.000 Decorati al Valor Militare.
Sono Soci d’onore dell’ Istituto anche 108 Comuni di cui 51 decorati di M.O.V.M.

Lo Statuto in vigore oggi è quello approvato con Decreto del Presidente della Repubblica n.361 del 10 Febbraio 2000, aggiornato con modifiche deliberate dal XXVII Congresso Nazionale dell’Ottobre 2007 depositate ai sensi dell’art. 2 del suddetto D.P.R..

Oggi l’Istituto del Nastro Azzurro è un’Associazione riconosciuta ONLUS (no profit) alla quale si può devolvere il 5 per mille.
In base alle Norme Statutarie si propone di:
Nobilitare il segno del Valore, richiedendo ai propri associati, la rigida osservanza delle leggi dell’ Onore e del Dovere in ogni atto della loro vita privata e pubblica;
Affermare ed esaltare con l’esempio e con opere di propaganda il Valore e le Virtù Militari Italiane diffondendo, particolarmente nei giovani, la coscienza dei doveri verso la patria;
Ravvivare il ricordo degli eroismi compiuti , anche mediante pellegrinaggi ai luoghi dove più rifulse il Valore Italiano;
Assistere gli iscritti tutelandone gli interessi morali e materiali.
Mantenendo fede ai propri Statuti, l’Istituto, nei Suoi oltre 80 anni di storia, ha svolto un’opera di alto profilo, affiancando di volta in volta iniziative di carattere patriottico a un’attività sociale, sempre con l’obbiettivo di rafforzare il concetto di Patria che è alla base dell’esistenza di ogni singolo popolo che si riconosce in una Bandiera.
Accanto all’ attività patriottica, l’Istituto svolge inoltre attività di carattere sociale , prestando assistenza soprattutto morale ai Suoi iscritti per la maggior parte ex- combattenti ed ex partigiani anziani disseminati in tutta l’Italia e di carattere culturale promuovendo, sotto il Suo patronato, la pubblicazione di opere letterarie di valore storico.
Attraverso il periodico : “ il Nastro azzurro” , l’Istituto mantiene in vita il ricordo di tutti quegli Eroi che, senza distinzione di religione, classe e ideologia politica, hanno portato nel mondo l’Eroismo del Soldato, Patria comune di vincitori e vinti.

Oggi l’Istituto fa parte di:

  • Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma  ( ASSOARMA);
  • Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane;
  • Federation Mondiale des Anciens Combattants.

L’attuale Presidente Nazionale è il Comandante GIORGIO ZANARDI Militare e civile di grande spessore morale oltre che soldato fedele alla Patria tanto da compiere atti di puro e disinteressato Eroismo.