Lug 13

Venerdì 13.07.2018 nella caserma “ Edmondo Matter” Mestre-Venezia si è tenuta la cerimonia di avvicendamento al comando del Reggimento Lagunari “ Serenissima” tra il Col. Massimiliano STECCA (cedente) ed il Col. Roberto COCCO (subentrante). Presenti alla cerimonia il Comm. della Brig. di Cavalleria “ Pozzuolo del Friuli” da cui il Reggimento dipende, Gen. di Brig. Giovanni Parmiggiani, il vice sindaco di Ve. Luciana Colle, il vice Pref. Sebastiano Cento, il Questore Danilo Gagliardi e Mons. Orlando Barbaro in rappresentanza del Patriarca di Venezia e altre autorità civili e militari che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza ai Lagunari. A cornice dell’evento oltre al Gonfalone della Provincia e del Comune anche tantissimi labari dei Lagunari oltre al labaro del N.A. di Venezia con il pres. Leone Rampini e di Rovigo con G. Maron. Il Col. Stecca, che prima della cerimonia ha reso onore ai Caduti del Reggimento depositando una corona di fiori al monumento in caserma, nel ringraziare, salutare il personale militare e civile del Reggimento, ha espresso un riverente pensiero ai caduti Lagunari, e l’impegno del personale profuso in questi anni. Il Gen. Parmiggiani nel suo intervento ha evidenziato che i Lagunari sono truppe specialistiche ed è l’unico reparto di Fanteria anfibia dell’Esercito e componente basilare della Forza di Proiezione dal mare ed è una pedina operativa unica nel suo genere, flessibile, moderna e irrinunciabile per un Esercito moderno. Durante la cerimonia, alla presenza della Bandiera di Guerra del Reggimento Lagunari, sono state consegnate delle onorificenze ad alcuni Lagunari per il loro operato.
Al 1° Luogotenente f. (lag.) Stefano LEMBO è stato consegnato un ENCOMIO SOLENNE in quanto Sottufficiale in possesso di pregevoli qualità umane e professionali con incarico di “ Sottufficiale addetto alla logistica” in Turchia. Profondo conoscitore della lingua turca oltre che della realtà sociale e culturale del Paese ospitante, ha collaborato come interprete per tutta la durata del mandato. E stato di raccordo tra Contingente italiano e i rappresentanti della “ Host Nation”. Unanimemente ha ricevuto attestazioni di stima da Ministro della Difesa Italiano,dall’Ambasciatore Italiano in Turchia e dal capo di Stato Maggiore Turco. Un esempio di professionista serio, leale con dimostrazione con sincero attaccamento all’Istituzioni, contribuendo alla crescita delle Forze Armate Italiane in ambito internazionali.

Giu 24

Domenica 24 Giugno a Tovena passo San Boldo Treviso, gli Alpini hanno celebrato l’anniversario della strada dei cento giorni a cento anni dalla realizzazione. A piedi ripercorono dal primo tornante, insieme ai muli, fino a passo S. Boldo, e poi sul valico hanno festeggiato il “ compleanno “ di quella impresa. In realtà i giorni furono 130, dal 1 febbraio ai primi di giugno 1918. Furono impiegate circa 7.000 persone. Il progetto è del Genio Civile Austriaco, col. Nikolaus Waldmann, che inizialmente si prevedeva 6 tunel, successivamente uno venne sostituito con un tornante. La via fu costruita per motivi militari. Portare i rifornimenti da Vittorio Veneto al Grappa. Ottantacinque anni più tardi se ne è ricordata la storia per trasformarla in una arteria di collegamento tra gente europee e dell’est. Per questo si sono impegnati gli alpini dell’Ana di Tovena. Un primo intervento, trasformò il sentiero in mulatiera e poi in strada. Dopo la disfatta di Caporetto gli Austroungarici portono a termine l’impresa con l’ausilio di 7.000 uomini su tre turni guidati dal progettista Waldmann e dal suo collaboratore Frantisek Krusina, allo scopo di portare truppe e rifornimenti sul Grappa evitando i bombardamenti nella zona di Valdobbiadene. I tornanti nei tunel hanno una pendenza dal 10% al 12%. Il raggio del tunel è di 10 metri, una larghezza di 5 e un’altezza di 3,5 metri. Tra l’ingresso in galleria e l’uscita abbiamo un dislivello tra 5-6 metri. Hanno usato dinamite, nitroglicerina in gelatina e ossigeno liquido. Durante i lavori morirono 2 persone. Un vero e proprio gioiello di ingegneria per l’epoca. Per ricordare quell’impresa alla manifestazione oltre alla rappresentanza della delegazione Austroungarica, erano presenti numerosissimi labari e vissilli delle Ass. d’Arma e dei gonfaloni dei comuni limitrofi oltre al labaro del N.Azzurro di Rovigo. Nelle allocuzioni “ con interprete”è stato esaltato la determinazione per volere e completare l’opera in tempi che oggi sogneremo. Alla manifestazione oltre alle tantissime autorità civili e militari erano presenti il Gen. Veronese in congedo, il pres. Ana di V. Veneto Francesco Introvigne e Mario Magagnini pres. sez. di Tovena
C’è stato l’ammassamento all’imbocco della prma galeria con sfilata attraverso le 5 storiche gallerie, anche con i muli fino al passo S. Boldo, la S. Messa e la conclusione con il classico rancio Alpino

Giu 23

Durante la prima Guerra Mondiale, nel periodo Novembre 1917 – Novembre 1918, Follina , occupata dagli eserciti dell’Impero Austro-Ungarico venne a trovarsi a ridosso della linea del fronte.
Nel complesso già sede del Collegio dei Salesiani fu allestito l’ospedale militare “Feldspital 1505” destinato ad accogliere i feriti che provenivano dalla prima linea, i quali spesso morivano per le lesioni riportate.
Sull’area retrostante il cimitero civile fu ricavato un cimitero militare nel quale furono sepolti nel corso dei successivi 12 mesi oltre 900 militari di diverse nazionalità. Il luogo venne protetto con un muro di cinta e le croci a capitello che inizialmente identificavano le sepolture vennero sostituite da lapidi in cemento con i dati identificatici del Caduto.
Dopo la fine del conflitto alcune salme vennero rimpatriate dai famigliari, mentre la quasi totalità di esse rimasero nel cimitero militare.
Nel 1943, il Governo Italiano dispose la soppressione dei piccoli cimiteri militari ed il trasferimento delle salme nei Sacrari Militari importanti. Le operazioni appena iniziate furono bruscamente interrotte con l’Armistizio dell’8 Settembre 1943, con la precipitosa fuga della squadra che stava lavorando al trasferimento. Tutto rimase come prima fino al 1970 quando, una nuova disposizione ministeriale disponeva il trasferimento di tutti i resti ancora in loco e la dismissione del cimitero militare.
“…Completato e … certificato da OnorCaduti l’avvenuto trasferimento”, il monumento centrale e le lapidi vennero distrutti e l’area, “bonificata” , fu riconsegnata al Comune di Follina. Vi crebbero piante e arbusti ed il luogo diventò con il tempo un deposito di materiali di ogni genere.
Nell’anno 2004, in seguito ad una lettera di un anziano residente a L’Azione, il settimanale della Diocesi, che dava ancora i sepolti all’interno del muro di cinta rimasto intatto, un grande numero di militari austro-ungarici, l’Amministrazione comunale con l’aiuto del gruppo Alpini di Follina e di altri volontari qualificati giunti anche dal bellunese, diede avvio ad una ricerca sistematica anche con l’ausilio di una mappa delle sepolture all’epoca redatta dal Comando militare austro-ungarico.
Fin dall’inizio vennero alla luce gli scheletri composti di diversi militari ancora con anelli al dito o medagliette al collo. Gli scavi proseguirono su autorizzazione della Procura della Repubblica ed al termine dell’operazione su una prima parte dell’ex cimitero, iniziata nel mese di Settembre 2004 e conclusasi nel mese di Settembre 2005, erano stati riportati alla luce ed accuratamente custoditi nelle apposite cassette fornite dal Commissariato generale per le Onoranze dei Caduti di Guerra, 78 scheletri interi e una grande quantità di ossa provenienti da fosse comuni.
Durante gli scavi erano naturalmente riemersi anche i resti del monumento preesistente e qualche decina di lapidi di cemento.
Il tutto era stato puntualmente registrato e documentato dallo storico, prof. Tessari, il quale redasse e pubblicò di seguito il volume “IL CIMITERO AUSTRO-UNGARICO DI FOLLINA”.
Il terreno ed il muro di cinta vennero opportunamente sistemati.
Parteciparono all’operazione: alcune aziende locali che misero a disposizione le attrezzature necessarie, i volontari dei Gruppi Alpini di Follina e Valmareno e della sezione artiglieri di Follina e squadra di muratori e manovali inviati dalla Ӧsterreichisches Schwarzes Kreuz.
Su progetto offerto dall’arch. Prof Paolo Portoghesi, si fece luogo alla costruzione del Monumento/Sacrario all’interno del quale il 26 Ottobre 2008 furono depositate, dai 50 militari italiani ed altrettanti militari austriaci, le urne contenenti i resti mortali dei caduti riesumati.
Alla cerimonia presenziarono personalità di Governo e rappresentanze diplomatiche di dodici nazioni europee, numerose rappresentanze ed associazioni italiane ed estere, la fanfara austriaca ed i discendenti degli Asburgo ai massimi livelli.
Nel corso del 2016 i competenti ministeri di Austria, Germania ed Italia, hanno concordato la deposizione, all’interno del Monumento/Sacrario di Follina, di un soldato della Wehrmacht che veniva dal 1946 custodito nel cimitero civile di Miane, in attesa di rimpatrio.
Dal 2008, sul luogo – meta continua di visite e pellegrinaggi di singoli e comitive provenienti dai diversi Paesi d’Europa, inserito anche fra i percorsi della Grande Guerra, da Austria, Romania, Cechia, Slovacchia, Ungheria ed altri – viene celebrata annualmente una cerimonia commemorativa dei Caduti e della Vittime civili di ogni nazionalità e di tutte le guerre.
Durante la cerimonia che ha avuto luogo quest’anno 23 Giugno, Centenario della fine della Grande Guerra, organizzata con il Comitato per il Sacrario Austro-Ungarico di Follina, presieduto dal Presidente Sig. Marcello TOMASI, dalla Österreichisches Schwarzes Kreuz, dall’Ambasciata della Repubblica Ceca, dal Ministero della Difesa ceco, dall’Unione dei Legionari Cecoslovacchi e dalle locali Associazioni d’Arma è stata anche inaugurata dall’Ambasciatore della Repubblica Ceca, Dott.ssa Hana Hubackova e benedetta dal Vescovo David Tonzar della Chiesa Hussita di Praga, una lapide ai Caduti cechi.
Come è ormai tradizione, Il Servizio Religioso è stato concelebrato dai Rappresentanti di religioni/confessioni diverse. Erano presenti quest’anno: per la religione cattolica il Priore della Abbazia di Follina padre Francesco Rigobello, per la religione ebraica il Dr Conte delegato dal Rabbino capo di Padova Rav Adolfo Locci , per il Patriarcato Ecumenico della Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta padre Athenagoras Fasiolo, per la islamica l’Imam Ibrahima Sagna, per la luterana il Pastore Manfred Walgramm, per la Chiesa Hussita cecoslovacca il vescovo David Tonzar di Praga.
Particolarmente numerose, accanto ai Sindaci dei Comuni dell’area con relativi Gonfaloni, le delegazioni austriache presenti con oltre 100 persone della Österreichischen Schwarzen Kreuz di Graz guidata dal presidente della sezione Stiria col. Allesch, del Rainer Regiment di Salisburgo , della Kameradeschaftbund di Obdach, Insbruck, Vienna, Graz e Salisburgo, della Albert Schweitzer austria guidata dal Segretario Generale Dr Steiner ed altrettanto numerose le rappresentanze provenienti dalla Repubblica Ceca: I Brünner Korps di Brno , l’Unione dei Legionari Cecoslovacchi, i rappresentanti del Ministero ceco della Difesa , i funzionari dell’Ambasciata ceca in Italia con il consigliere dr Spanik e della Diocesi Hussita di Praga. Erano presenti inoltre come sempre il Granduca Georg d’Asburgo–Lorena discendente dell’imperatore Francesco Giuseppe ed il principe Franz Ferdinand Hohenberg discendente di Francesco Ferdinando d’Asburgo assassinato a Serajevo il 28 Giugno 1918.
Molte Autorità Straniere e Italiane hanno preso la parola, che con l’aiuto dell’interprete tutti i presenti hanno potuto comprendere.
Alla cerimonia oltre ai Gonfaloni e Vissilli Esteri, c’erano quelli dei Comuni limitrofi e numerosissimi Labari delle Associazioni d’Arma tra cui il Labaro Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro portato e scortato dai Carristi di Treviso, che durante la manifestazione è stato esaltato.

Mag 13

Domenica 13 Maggio a S. Donà e Musile “ Venezia”si è concluso il 66° raduno nazionale dei Bersaglieri con la grande sfilata lungo i 3.798 metri di percorso, con un doppio attraversamento del Piave e arrivo con il celebre passo di corsa di fronte al duomo di S. Donà. A sfilare c’erano pure tre scolaresche con i loro insegnanti. Almeno 150 mila le presenze lungo il percorso, tra famigliari e spettatori. A rappresentare il governo c’era il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi ed il Governatore del Veneto Luca Zaia, oltre alla rappresentanza di quaranta comuni e autorità civili e militari locali. Le allocuzioni sono state fatte da varie autorità, tra cui la lettura del messaggio del Pres. della Repubblica Mattarella. Il labaro del N.A. Nazionale era scortato dal pres. di Rovigo Graziano Maron, dal vice Paolo Vaccaro e dall’alfiere Nicola Spigolon. La Stecca, simbolo del raduno è stata passata all’organizzatore di Matera che ospiterà il raduno nazionale del 2019. Da evidenziare che accanto al ponte della Vittoria sul Piave, stabile, è stato posato un ponte galleggiante da parte del Reg. Genio Pontieri di Piacenza. I ragazzi certo, ma anche tutte le persone più anziane, guardando, che tra loro ricordavano i tempi della guerra. Era annunciato come evento nell’evento e così è stato. Al punto che è stato previsto anche uno speaker per spiegare cosa stava succedendo , soprattutto ai ragazzi delle scuole, che i pezzi del ponte venivano incastrati a nastro e come per magia, usciva un vero e proprio ponte della larghezza carrabile di 4 metri, che unisce da sponda a sponda S. Donà e Musile. Come suggestivo è stato quello che è diventato una sorta di “ Picchetto d’onore dei militari” lungo il percorso dell’attraversamento. Complimenti agli organizzatori.

Apr 29

Domenica 29 Aprile in una piccola frazione a circa 5 Km. dal centro di Rovigo in una ex scuola elementari costruita nel 1966 che ha funzionato fino all’anno scolastico 2012-2013 si è inaugurato la sede delle Associazioni d’Arma e Combattentistiche.
La cerimonia è iniziata con l’ammassamento di fronte alla scuola, la sfilata fino al monumento dei caduti per l’alza bandiera e la deposizione della corona e quindi ritorno in aula-magna della scuola,
dove il capellano Don Gianni VETTORELLO ha celebrato la S. Messa, con a lato dell’altare due carabinieri in Alta Uniforme. E’ stata letta la Preghiera del Combattente., a seguire il Silenzio. Al termine le alloccuzioni dell’Ass. Comm. Antonio SACCARDI, del Vicario Prefeto
dott.Carmine..FRUNCILLO, del Coll. Carlo LIBANORI del presidio di Padova, il pres. di Assoarma di Pd. Gen. Giovanni ANGILERI, quindi del pres. di Assoarma Ro. Paolo VACCARO. Oltre alle autorità menzionate erano presenti il questore vicario Dott. Santi ALLEGRI, per i carabinieri il L.T. Domenico MADURI ed il Magg. Umberto CARPIN, per la Cap. di Porto di Chioggia il Mares. Del VECCHIO, per l’aeronautica di Poggio Renatico il Mares.magg. Luca PISANI, ancora per l’esercito del presidio di Vicenza “ Ederle” il Magg. Marco SPECCHIA.
A fare da contorno c’erano venticinque labari e vessilli di associazioni varie, oltre al labaro del N. Azzurro Nazionale, Provinciale di Rovigo, di Ferrara, di Padova , di Schio e Treviso.
A seguire il classico taglio del nastro con i più alti gradi istutizionali.
Dopo aver illustrato alle presenti autorità l’ufficio dell’Istituto del N. A. e delle Associazioni ai presenti è stato offerto il Vin d’Honneur.
A conclusione della cerimonia i soli componenti di Assoarma sono andati a festeggiare con una ricca colazione e il taglio della famosa torta con il simbolo di Assoarma.

Feb 09

Il giorno 9 Febbraio è stata una cerimonia intensa e commovente quella che si è celebrata in Piazza Giovanni Palatucci dedicata al questore eroe. Ad organizzarla il Comitato in occasione del Giorno del Ricordo. Una piazza gremita di Autorità Civili e Militari, Associazioni Combattentistiche e d’Arma, tra cui il N. A. con il Presidente progettista dell’opera, scolaresche, hanno ricordato le vittime italiane nelle foibe e la figura di Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume, Medaglia d’Oro al Valor Civile, morto a Dachau. Dai vari interventi si evince che con questa manifestazione si è voluto trasmettere valori positivi alle giovani generazioni con comportamenti e ideali da osservare per non scivolare nel qualunquistico.

Feb 08

Il giorno 8 Febbraio si è svolto 50° Anniversario dell’inaugurazione della Caserma “Arduino FORGIARINI” del 32° Reggimento Carri di Tauriano. Il 1 marzo 1964 viene ufficialmente ricostituita, in seno alla Divisione Corazzata Ariete, il 32° Reggimento Carri. In data 20 ottobre 1964 al reggimento fu assegnato anche il XXIII battaglione bersaglieri, così ha il privilegio di aver avuto nei suoi ranghi un battaglione bersaglieri. Nel giugno 1968, tutto il Reggimento si trasferisce nell’attuale sede: la Caserma “Forgiarini” di Tauriano di Spilimbergo Pordenone. La caserma di Tauriano è l’unica sede dell’Esercito intitolata ad un eroe della Marina Militare, elettricista imbarcato sul sommergibile e Decorato con M.O. al Valor Militare alla Memoria (Mar Rosso 27 giugno 1940). Fu consegnata all’amministrazione militare nel 1964 e definitivamente completata nel 1968. In questo periodo la Forza Armata affrontò il problema della costruzione di nuove infrastrutture tenendo presenti i concetti di modernità e funzionalità. Nel 1968 tutti i reparti inquadrati nel 32° carri, vennero definitivamente sistemati nella caserma “Forgiarini” che nell’occasione ricevettero la visita del Presidente della Reppublica Giuseppe SARAGAT. Il sedime della caserma posto alla confluenza dei fiumi Cellina e Meduna ottimizzava il deflusso rapido dei mezzi corazzati verso le aree d’esercitazione. Per raggiungere il teatro di esercitazioni è stato costruito una pista parallela alla strada solo per i cingolati. La caserma essendo vicina alla ferrovia di Spilimbergo, poteva usufruire dello scalo ferroviario per eventuali spostamenti. Oltre a questo ce da tener presente che all’epoca la caserma era relativamente vicina per la difesa approntata lungo la frontiera orientale che,venivano in parte riviste e bilanciate. La divisione corazzata ARIETE, unità di punta dell’Esercito ricostituita dal 1949 “Ferrea mole, Ferreo cuore” ha sede in Pordenone. Con il terremoto del 1976 la Brigata è intervenuto per dare aiuto alla popolazione terremotata, ricevendo ricompense civili e militari. Dal 1938 i comandanti del 32° Reggimento Carri furono 42 tra cui il 43° attuale comandante il Col. Paolo FANIN. Il 32° Reggimento Carri ha avuto: n°1 M.O. al Valor Militare, n°1 M.A. al Valor Militare, n°1 M.A. al Valor dell’Esercito, n°1 M.B. al Valor dell’Esercito, n°1 M.B. al merito della Croce Rossa Italiana. Alla cerimonia erano presenti molte autorità civili e miliari,che hanno fatto le loro allocuzioni e molte Ass. d’Arma, tra cui il Labaro del N.A. di Pordenone con il Pres. Aldo Ferreti, ed i colleghi Maron di Rovigo e Brichese di Treviso. Al termine della cerimonia agli ospiti è stato offerto un ricco buffè.

Feb 07

Il giorno 7 Febbraio si è svolta a Badia Polesine (RO) nell’Aula Magna del Liceo Scientifico “Primo Levi” in collaborazione con il pres. del N. Azzurro Graziano Maron di Rovigo un incontro con gli alunni delle classi quinte dal tema “gli studenti dell’Istituto incontrano le forze armate” conoscendo così più da vicino il mondo militare. Erano presenti il Magg. Marco Specchia, Bersagliere in forza a Vicenza e due sign.ne Sottufficiali, Vanessa Vassali e Antonella Miriam in forza a Padova, impegnati in una mattinata di presentazione della loro importante professione. Prima di entrare nello specifico dei compiti,è stata fatta la fondamentale distinzione tra forze armate e forze di polizia. Successivamente si è passati ai punti cruciali della spiegazione con le diverse opportunità lavorative nelle forze armate punto importante per i maturandi. Volontario di ferma, sottoufficiale e ufficiale sono le tre possibilità tra cui scegliere per dare il via alla propria carriera nelle forze armate. Si è poi proseguito con alcuni cenni storici e spiegando il modo di vivere e di pensare che è la base della componente militare. Attualmente sono in centomila nell’Esercito. L’occasione è servita per ricordare gli impegni dell’Esercito nella difesa del territorio, nella salvaguardia delle libere istituzioni e nel concorso in caso di calamità. Con l’aiuto della presentazione multimediale e video, l’incontro a messo in luce anche gli interventi delle forze armate in ambito internazionale, in cui le operazioni umanitarie e di soccorso, la prevenzione di conflitti e le operazioni di supporto alla pace. Nel corso dell’incontro non sono mancate testimonianze dirette di come sia effettivamente la vita militare, molto utile per chi tra gli alunni sceglierà di dedicare la propria vita a questo nobile scopo.

Feb 03

Il Circolo Unificato di Presidio di Padova ha ospitato sabato 3 Febbraio una riunione delle Federazioni del Triveneto organizzato dal Cons. Naz. Graziano Maron. Erano presenti il Presidente Nazionale, il Segretario Generale ed i Presidenti delle Federazioni di Rovigo, Padova, Venezia, Treviso, Pordenone, Ferrara e della Sezione di Schio. Nella riunione sono stati trattati i programmi della Giornata Nazionale del Decorato, del 5° Incontro con la Croce Nera d’Austria ed argomenti vari inerenti le problematiche locali.

Gen 06

Sabato 6 Gennaio si è svolta in una frazione di Rovigo e precisamente a Concadirame il raduno provinciale degli Autieri Polesani. Detta manifestazione ha avuto un gran successo in quanto oltre alla formazione del nuovo gruppo ha inaugurato la sede datagli dal Comune. Alla cerimonia hanno partecipato numerosissime associazioni con i propri Labari o Vessilli di sezione tra cui il labaro del N.A. con l’Alfiere Sergio Rossin. Le autorità Civili e Militari hanno portato il loro saluto augurando un buon lavoro agli Autieri che sono parte importante delle forze Armate.

Dic 03

Domenica 3 Dicembre l’Ass. Aeronautica ha festeggiato l’annuale festa della Madonna di Loreto, patrona degli Aviatori. Alla cerimonia hanno partecipato molte Autorità civili e militari locali oltre a numerosissimi labari delle Associazioni d’Arma. Al termine della S. Messa come da tradizione è stata depositata la corona d’alloro al monumento a ricordo di tutti gli Aviatori caduti nelle compimento del loro dovere.

Dic 02

Sabato 2 Dicembre presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Padova si è svolta la consolidata tradizione Azzurra conviviale natalizia alla presenza del pres. del N. A. di Padova Pietro PELIZZA, di Rovigo Graziano MARON, di Venezia Leone RAMPINI e Treviso Luciano BRICHESE. La conviviale ha avuto inizio con l’Inno Nazionale. Erano presenti anche i Pres. di Assoarma di Pd. Gen. Giovanni ANGILERI, di Ro. Paolo VACCARO. Alla conviviale erano presenti iscritti, simpatizzanti, loro famigliari ed ex Ufficiali in congedo del N.A. sia di Padova che di altre province. Durante la serata si è illustrato le varie manifestazioni fatte nell’anno 2017 e sommariamente quelle del 2018 che portano la chiusura del Centenario. Con lo scambio di omaggi, tra presidenti, ed il tradizionale taglio della torta, si è conclusa la simpatica e amichevole serata con il rinnovo degli Auguri per le eminenti Feste Natalizie.