Nov 25

Domenica 25 Novembre c’è stato la commemorazione del carabiniere Mario CROCIANI ucciso in un agguato la notte del 24 11.1948 da dei malviventi per non farsi riconoscere avendo la refurtiva ancora con loro. La cerimonia religiosa è stata ufficializzata da don Corrado Tombolin capellano Veneto dei carabinieri nella casa dove hanno dato i primi soccorsi alla pattuglia dei tre carabinieri. A circa cento metri c’è un cippo a suo ricordo, e la via porta il suo nome. Alla cerimonia erano presenti il picchetto in armi dei carabinieri, il vice comandante del Veneto Col. Paolo Edera, il col. Antonio Rizzi di Rovigo,il vice prefetto Dott. Carmine Fruncillo e tantissime altre Autorità Civili. Il tutto contornato da tantissimi labari e vessilli delle associazioni d’Arma. Il 27.09.2012 il Presidente della Repubblica conferì la medaglia d’oro al merito civile a Crociani

Nov 21

Mercoledì 21 Novembre  il Labaro del N. Azzurro ha partecipato alla festa dei Carabinieri che hanno festeggiato la loro Patrona “ Virgo Fidelis”. La S. Messa è stata celebrata dal Vescovo Antonio Pavanello alla quale hanno partecipato le autorità Civili e Militari della provincia oltre ai militari in servizio e quelli in congedo, e le associazioni d’Arma con i relativi Vessilli. i

Nov 11

Domenica 11 Novembre nel centenario della fine della Prima Guerra mondiale, Rovigo ha voluto ricordare un gesto di cento anni fa, segno di una pace e di una unità d’Italia ritrovata. Alla fine della Grande Guerra la città di Rovigo donò alla città di Levico Terme la Bandiera d’Italia, costituendo anche un Comitato che sostenne anche economicamente le comunità del Trentino redento. In occasione del 70° anniversario di questo evento, il 13 novembre 1988, una delegazione di cittadini di Rovigo, guidati dall’allora Sindaco Carlo Piombo, rese nuovamente una visita ufficiale a Levico e, per l’occasione, venne affissa una targa marmorea all’inizio di Viale Rovigo, così come Rovigo ha una Via Levico nella zona vicina ai Giardini Due Torri.  Domenica 11 novembre scorso, a cento anni da quel rapporto avviato tra Rovigo e Levico Terme, si è svolta una cerimonia ufficiale in Comune di Rovigo per ricordare quegli eventi e rinnovare un rapporto di amicizia tra le due città, presenti il Sindaco di Levico Terme Michele Sartori, il Vice-Sindaco di Rovigo Andrea Bimbatti, il Presidente del Consiglio comunale Paolo Avezzù, l’ex-Sindaco Carlo Piombo, il Presidente della Sezione del Fante di Rovigo Paolo Vaccaro e di Levico Guido Horsingher ed il Vice-Prefetto Vicario Carmine Fruncillo. Dopo la cerimonia in Comune, l’alzabandiera in Piazza Vittorio, la deposizione delle corone in memoria dei caduti alla Gran Guardia e la S. Messa in Duomo. Con tutta la voglia di continuare questo rapporto di amicizia tra le due città.

Nov 04

Domenica 4 Novembre il labaro del N.Azzurro ha partecipato alla manifestazione in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo con tutte le Autorità Provinciali Civili e Militari al festeggiamento, con orgoglio della vittoria, dell’Unità Nazionale e fine della Grande Guerra esattamente cento anni fa.

Ott 25

Giovedì 25 Ottobre grande festa a San Martino di Venezze (Rovigo) con autorità e cittadinanza davanti alla rinnovata Caserma dei Carabinieri che ha visto una ristrutturazione da parte dell’Amministrazione. La Caserma è diventata moderna, funzionale e sicura dopo gli interventi di restyling. L’inaugurazione è avvenuta in pompa magna con autorità, cittadinanza e scolaresche primaria e secondaria. Dopo l’Inno, ha preso la parola il Sindaco Piasentini illustrando quanto fatto e ringraziando il tecnico  Graziano Maron per aver collaborato e diretto i lavori. Tra le autorità presenti tra cui il questore Fabio Cilona, il comandante della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, Presidente della Provincia e altre autorità tra cui il Prefetto Maddalena De Luca. Encomio non solo dell’Arma dei Carabinieri, ma anche a titolo personale del comandante provinciale dei Carabinieri Coll. Antonio Rizzi al sindaco Piasentini per quanto Lui e l’Amministrazione ha fatto per l’Arma. E’ stato espresso nelle varie allocuzioni un buon lavoro al Maresciallo Comandante di Stazione Filippo Cremone. A conclusione il parroco ha benedetto la struttura e dopo il taglio del nastro tutti gli intervenuti hanno potuto visitare lo stabile rinnovato. Ha seguito un Vin d’Honneur per i presenti.

Ott 21

Domenica 21 Ottobre a Rovigo si è svolta la festa del 72° compleanno dei Carristi. La festa è iniziata con la S. Messa preso il tempio della Rotonda, simbolo della città e successivamente la sfilata verso il Monumento Carrista dentro il giardino intitolato alla memoria dell’ex presidente fondatore e medagliato dott. Nino SURIANI, per l’alza bandiera e il deposito della Corona d’Alloro. La sfilata ha attraversato parte della città in festa per la fiera annuale, quindi con il passaggio attraverso le bancarelle. Ad aprire il corteo la banda musicale seguita dai gonfaloni e numerosissimi labari delle associazioni d’Arma di Rovigo, del Triveneto e dell’Emilia Romagna. Al monumento oltre a molte autorità cittadine e non ha preso la parola, portando i Loro saluti Ufficiali in servizio, autorità e il Gen. Domenico Rossi,  il Gen. Giuseppe Pachera presidente onorario dei carristi Italiani. Una giornata da incorniciare che resterà nella memoria anche di chi, mentre si godeva la fiera, ha visto sfilare i carristi per la città. Come da tradizione la giornata si è conclusa con il tradizionale incontro conviviale rosso – blu.

Ott 14

Domenica 14 Ottobre a Pescantina (VR) ( Città Medaglia d’oro al Valor Civile) la Federazione di Rovigo con Graziano Maron, l’alfiere e un piccolo gruppo di iscritti al N. A., previa autorizzazione del Presidente di Verona, ha presenziato per la celebrazione del centenario della fine della Grande Guerra, i 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e i 66 anni della Sezione Carristi di Verona, organizzata dall’ANCI di Verona e dal Nastro Verde. Il primo momento si è svolto a Balconi, presso il Monumento degli Ex Internati, un ricordo di dolore e solidarietà. La cerimonia è iniziata con l’Alzabandiera, la benedizione e la deposizione di un mazzo di fiori sulla stele del Monumento, locuzioni di alcune autorità, alla presenza dei Gonfaloni della Provincia e Comune, dei Labari delle Associazioni d’Arma del Triveneto, dell’Emilia Romagna, del Picchetto Armato e della banda locale oltre a numerosissime Autorità Civili e Militari sia in servizio che a riposo oltre alla cittadinanza. La seconda fase della Cerimonia si è svolta in piazza a Pescantina davanti al Monumento ai Caduti Militari e Civili delle due guerre mondiali con la deposizione della Corona d’alloro. Qui hanno portato i loro saluti sia le Autorità Civili e Militari ed il Presidente di Sezione ANCI che del Nastro Verde Col C. Napoleone Puglisi. A seguire la Santa Messa ed il pranzo sociale con tutti gli ospiti e simpatizzanti.

Set 23

Domenica 23 Settembre Si è svolta a Vittorio Veneto Treviso il XII° Raduno Nazionale dei Lagunari – A.L.T.A.-. Il pres. di Rovigo Graziano Maron ha presenziato con il labaro della Presidenza Nazionale del N. A. contornato dal labaro di Rovigo, Venezia, Treviso, Pordenone e Sezione di Vittorio Veneto. Gli altri labari del Triveneto oltre a non partecipare, non hanno neanche l’educazione civica di rispondere all’invito rivoltogli.

Lug 13

Venerdì 13.07.2018 nella caserma “ Edmondo Matter” Mestre-Venezia si è tenuta la cerimonia di avvicendamento al comando del Reggimento Lagunari “ Serenissima” tra il Col. Massimiliano STECCA (cedente) ed il Col. Roberto COCCO (subentrante). Presenti alla cerimonia il Comm. della Brig. di Cavalleria “ Pozzuolo del Friuli” da cui il Reggimento dipende, Gen. di Brig. Giovanni Parmiggiani, il vice sindaco di Ve. Luciana Colle, il vice Pref. Sebastiano Cento, il Questore Danilo Gagliardi e Mons. Orlando Barbaro in rappresentanza del Patriarca di Venezia e altre autorità civili e militari che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza ai Lagunari. A cornice dell’evento oltre al Gonfalone della Provincia e del Comune anche tantissimi labari dei Lagunari oltre al labaro del N.A. di Venezia con il pres. Leone Rampini e di Rovigo con G. Maron. Il Col. Stecca, che prima della cerimonia ha reso onore ai Caduti del Reggimento depositando una corona di fiori al monumento in caserma, nel ringraziare, salutare il personale militare e civile del Reggimento, ha espresso un riverente pensiero ai caduti Lagunari, e l’impegno del personale profuso in questi anni. Il Gen. Parmiggiani nel suo intervento ha evidenziato che i Lagunari sono truppe specialistiche ed è l’unico reparto di Fanteria anfibia dell’Esercito e componente basilare della Forza di Proiezione dal mare ed è una pedina operativa unica nel suo genere, flessibile, moderna e irrinunciabile per un Esercito moderno. Durante la cerimonia, alla presenza della Bandiera di Guerra del Reggimento Lagunari, sono state consegnate delle onorificenze ad alcuni Lagunari per il loro operato.
Al 1° Luogotenente f. (lag.) Stefano LEMBO è stato consegnato un ENCOMIO SOLENNE in quanto Sottufficiale in possesso di pregevoli qualità umane e professionali con incarico di “ Sottufficiale addetto alla logistica” in Turchia. Profondo conoscitore della lingua turca oltre che della realtà sociale e culturale del Paese ospitante, ha collaborato come interprete per tutta la durata del mandato. E stato di raccordo tra Contingente italiano e i rappresentanti della “ Host Nation”. Unanimemente ha ricevuto attestazioni di stima da Ministro della Difesa Italiano,dall’Ambasciatore Italiano in Turchia e dal capo di Stato Maggiore Turco. Un esempio di professionista serio, leale con dimostrazione con sincero attaccamento all’Istituzioni, contribuendo alla crescita delle Forze Armate Italiane in ambito internazionali.

Giu 24

Domenica 24 Giugno a Tovena passo San Boldo Treviso, gli Alpini hanno celebrato l’anniversario della strada dei cento giorni a cento anni dalla realizzazione. A piedi ripercorono dal primo tornante, insieme ai muli, fino a passo S. Boldo, e poi sul valico hanno festeggiato il “ compleanno “ di quella impresa. In realtà i giorni furono 130, dal 1 febbraio ai primi di giugno 1918. Furono impiegate circa 7.000 persone. Il progetto è del Genio Civile Austriaco, col. Nikolaus Waldmann, che inizialmente si prevedeva 6 tunel, successivamente uno venne sostituito con un tornante. La via fu costruita per motivi militari. Portare i rifornimenti da Vittorio Veneto al Grappa. Ottantacinque anni più tardi se ne è ricordata la storia per trasformarla in una arteria di collegamento tra gente europee e dell’est. Per questo si sono impegnati gli alpini dell’Ana di Tovena. Un primo intervento, trasformò il sentiero in mulatiera e poi in strada. Dopo la disfatta di Caporetto gli Austroungarici portono a termine l’impresa con l’ausilio di 7.000 uomini su tre turni guidati dal progettista Waldmann e dal suo collaboratore Frantisek Krusina, allo scopo di portare truppe e rifornimenti sul Grappa evitando i bombardamenti nella zona di Valdobbiadene. I tornanti nei tunel hanno una pendenza dal 10% al 12%. Il raggio del tunel è di 10 metri, una larghezza di 5 e un’altezza di 3,5 metri. Tra l’ingresso in galleria e l’uscita abbiamo un dislivello tra 5-6 metri. Hanno usato dinamite, nitroglicerina in gelatina e ossigeno liquido. Durante i lavori morirono 2 persone. Un vero e proprio gioiello di ingegneria per l’epoca. Per ricordare quell’impresa alla manifestazione oltre alla rappresentanza della delegazione Austroungarica, erano presenti numerosissimi labari e vissilli delle Ass. d’Arma e dei gonfaloni dei comuni limitrofi oltre al labaro del N.Azzurro di Rovigo. Nelle allocuzioni “ con interprete”è stato esaltato la determinazione per volere e completare l’opera in tempi che oggi sogneremo. Alla manifestazione oltre alle tantissime autorità civili e militari erano presenti il Gen. Veronese in congedo, il pres. Ana di V. Veneto Francesco Introvigne e Mario Magagnini pres. sez. di Tovena
C’è stato l’ammassamento all’imbocco della prma galeria con sfilata attraverso le 5 storiche gallerie, anche con i muli fino al passo S. Boldo, la S. Messa e la conclusione con il classico rancio Alpino

Giu 23

Durante la prima Guerra Mondiale, nel periodo Novembre 1917 – Novembre 1918, Follina , occupata dagli eserciti dell’Impero Austro-Ungarico venne a trovarsi a ridosso della linea del fronte.
Nel complesso già sede del Collegio dei Salesiani fu allestito l’ospedale militare “Feldspital 1505” destinato ad accogliere i feriti che provenivano dalla prima linea, i quali spesso morivano per le lesioni riportate.
Sull’area retrostante il cimitero civile fu ricavato un cimitero militare nel quale furono sepolti nel corso dei successivi 12 mesi oltre 900 militari di diverse nazionalità. Il luogo venne protetto con un muro di cinta e le croci a capitello che inizialmente identificavano le sepolture vennero sostituite da lapidi in cemento con i dati identificatici del Caduto.
Dopo la fine del conflitto alcune salme vennero rimpatriate dai famigliari, mentre la quasi totalità di esse rimasero nel cimitero militare.
Nel 1943, il Governo Italiano dispose la soppressione dei piccoli cimiteri militari ed il trasferimento delle salme nei Sacrari Militari importanti. Le operazioni appena iniziate furono bruscamente interrotte con l’Armistizio dell’8 Settembre 1943, con la precipitosa fuga della squadra che stava lavorando al trasferimento. Tutto rimase come prima fino al 1970 quando, una nuova disposizione ministeriale disponeva il trasferimento di tutti i resti ancora in loco e la dismissione del cimitero militare.
“…Completato e … certificato da OnorCaduti l’avvenuto trasferimento”, il monumento centrale e le lapidi vennero distrutti e l’area, “bonificata” , fu riconsegnata al Comune di Follina. Vi crebbero piante e arbusti ed il luogo diventò con il tempo un deposito di materiali di ogni genere.
Nell’anno 2004, in seguito ad una lettera di un anziano residente a L’Azione, il settimanale della Diocesi, che dava ancora i sepolti all’interno del muro di cinta rimasto intatto, un grande numero di militari austro-ungarici, l’Amministrazione comunale con l’aiuto del gruppo Alpini di Follina e di altri volontari qualificati giunti anche dal bellunese, diede avvio ad una ricerca sistematica anche con l’ausilio di una mappa delle sepolture all’epoca redatta dal Comando militare austro-ungarico.
Fin dall’inizio vennero alla luce gli scheletri composti di diversi militari ancora con anelli al dito o medagliette al collo. Gli scavi proseguirono su autorizzazione della Procura della Repubblica ed al termine dell’operazione su una prima parte dell’ex cimitero, iniziata nel mese di Settembre 2004 e conclusasi nel mese di Settembre 2005, erano stati riportati alla luce ed accuratamente custoditi nelle apposite cassette fornite dal Commissariato generale per le Onoranze dei Caduti di Guerra, 78 scheletri interi e una grande quantità di ossa provenienti da fosse comuni.
Durante gli scavi erano naturalmente riemersi anche i resti del monumento preesistente e qualche decina di lapidi di cemento.
Il tutto era stato puntualmente registrato e documentato dallo storico, prof. Tessari, il quale redasse e pubblicò di seguito il volume “IL CIMITERO AUSTRO-UNGARICO DI FOLLINA”.
Il terreno ed il muro di cinta vennero opportunamente sistemati.
Parteciparono all’operazione: alcune aziende locali che misero a disposizione le attrezzature necessarie, i volontari dei Gruppi Alpini di Follina e Valmareno e della sezione artiglieri di Follina e squadra di muratori e manovali inviati dalla Ӧsterreichisches Schwarzes Kreuz.
Su progetto offerto dall’arch. Prof Paolo Portoghesi, si fece luogo alla costruzione del Monumento/Sacrario all’interno del quale il 26 Ottobre 2008 furono depositate, dai 50 militari italiani ed altrettanti militari austriaci, le urne contenenti i resti mortali dei caduti riesumati.
Alla cerimonia presenziarono personalità di Governo e rappresentanze diplomatiche di dodici nazioni europee, numerose rappresentanze ed associazioni italiane ed estere, la fanfara austriaca ed i discendenti degli Asburgo ai massimi livelli.
Nel corso del 2016 i competenti ministeri di Austria, Germania ed Italia, hanno concordato la deposizione, all’interno del Monumento/Sacrario di Follina, di un soldato della Wehrmacht che veniva dal 1946 custodito nel cimitero civile di Miane, in attesa di rimpatrio.
Dal 2008, sul luogo – meta continua di visite e pellegrinaggi di singoli e comitive provenienti dai diversi Paesi d’Europa, inserito anche fra i percorsi della Grande Guerra, da Austria, Romania, Cechia, Slovacchia, Ungheria ed altri – viene celebrata annualmente una cerimonia commemorativa dei Caduti e della Vittime civili di ogni nazionalità e di tutte le guerre.
Durante la cerimonia che ha avuto luogo quest’anno 23 Giugno, Centenario della fine della Grande Guerra, organizzata con il Comitato per il Sacrario Austro-Ungarico di Follina, presieduto dal Presidente Sig. Marcello TOMASI, dalla Österreichisches Schwarzes Kreuz, dall’Ambasciata della Repubblica Ceca, dal Ministero della Difesa ceco, dall’Unione dei Legionari Cecoslovacchi e dalle locali Associazioni d’Arma è stata anche inaugurata dall’Ambasciatore della Repubblica Ceca, Dott.ssa Hana Hubackova e benedetta dal Vescovo David Tonzar della Chiesa Hussita di Praga, una lapide ai Caduti cechi.
Come è ormai tradizione, Il Servizio Religioso è stato concelebrato dai Rappresentanti di religioni/confessioni diverse. Erano presenti quest’anno: per la religione cattolica il Priore della Abbazia di Follina padre Francesco Rigobello, per la religione ebraica il Dr Conte delegato dal Rabbino capo di Padova Rav Adolfo Locci , per il Patriarcato Ecumenico della Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta padre Athenagoras Fasiolo, per la islamica l’Imam Ibrahima Sagna, per la luterana il Pastore Manfred Walgramm, per la Chiesa Hussita cecoslovacca il vescovo David Tonzar di Praga.
Particolarmente numerose, accanto ai Sindaci dei Comuni dell’area con relativi Gonfaloni, le delegazioni austriache presenti con oltre 100 persone della Österreichischen Schwarzen Kreuz di Graz guidata dal presidente della sezione Stiria col. Allesch, del Rainer Regiment di Salisburgo , della Kameradeschaftbund di Obdach, Insbruck, Vienna, Graz e Salisburgo, della Albert Schweitzer austria guidata dal Segretario Generale Dr Steiner ed altrettanto numerose le rappresentanze provenienti dalla Repubblica Ceca: I Brünner Korps di Brno , l’Unione dei Legionari Cecoslovacchi, i rappresentanti del Ministero ceco della Difesa , i funzionari dell’Ambasciata ceca in Italia con il consigliere dr Spanik e della Diocesi Hussita di Praga. Erano presenti inoltre come sempre il Granduca Georg d’Asburgo–Lorena discendente dell’imperatore Francesco Giuseppe ed il principe Franz Ferdinand Hohenberg discendente di Francesco Ferdinando d’Asburgo assassinato a Serajevo il 28 Giugno 1918.
Molte Autorità Straniere e Italiane hanno preso la parola, che con l’aiuto dell’interprete tutti i presenti hanno potuto comprendere.
Alla cerimonia oltre ai Gonfaloni e Vissilli Esteri, c’erano quelli dei Comuni limitrofi e numerosissimi Labari delle Associazioni d’Arma tra cui il Labaro Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro portato e scortato dai Carristi di Treviso, che durante la manifestazione è stato esaltato.

Mag 13

Domenica 13 Maggio a S. Donà e Musile “ Venezia”si è concluso il 66° raduno nazionale dei Bersaglieri con la grande sfilata lungo i 3.798 metri di percorso, con un doppio attraversamento del Piave e arrivo con il celebre passo di corsa di fronte al duomo di S. Donà. A sfilare c’erano pure tre scolaresche con i loro insegnanti. Almeno 150 mila le presenze lungo il percorso, tra famigliari e spettatori. A rappresentare il governo c’era il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi ed il Governatore del Veneto Luca Zaia, oltre alla rappresentanza di quaranta comuni e autorità civili e militari locali. Le allocuzioni sono state fatte da varie autorità, tra cui la lettura del messaggio del Pres. della Repubblica Mattarella. Il labaro del N.A. Nazionale era scortato dal pres. di Rovigo Graziano Maron, dal vice Paolo Vaccaro e dall’alfiere Nicola Spigolon. La Stecca, simbolo del raduno è stata passata all’organizzatore di Matera che ospiterà il raduno nazionale del 2019. Da evidenziare che accanto al ponte della Vittoria sul Piave, stabile, è stato posato un ponte galleggiante da parte del Reg. Genio Pontieri di Piacenza. I ragazzi certo, ma anche tutte le persone più anziane, guardando, che tra loro ricordavano i tempi della guerra. Era annunciato come evento nell’evento e così è stato. Al punto che è stato previsto anche uno speaker per spiegare cosa stava succedendo , soprattutto ai ragazzi delle scuole, che i pezzi del ponte venivano incastrati a nastro e come per magia, usciva un vero e proprio ponte della larghezza carrabile di 4 metri, che unisce da sponda a sponda S. Donà e Musile. Come suggestivo è stato quello che è diventato una sorta di “ Picchetto d’onore dei militari” lungo il percorso dell’attraversamento. Complimenti agli organizzatori.