Dic 23

Premesso che il 32° Reggimento è gemellato con la sezione ANCI di Rovigo fin dal Febbraio 2006, su iniziativa del Cavaliere Graziano Maron, Consigliere della sezione dei carristi e Presidente della Federazione di Rovigo dell’Istituto del Nastro Azzurro, il giorno 8 febbraio 2021 nel giorno della festa del reparto, è stato riconsegnato l’Attestato di Socio d’Onore del Nastro Azzurro al Reggimento. Nel 1964, era già stato consegnato l’attestato dal Nastro Azzurro al Reggimento, ma visto lo smarrimento del documento, si è deciso di riconsegnare l’Attestato nel corso di un evento ufficiale.

Qui di seguito, si traccia un breve profilo storico dei principali fatti che vide protagonista il 32° Reggimento.

La nascita del reparto, trae origine il 15 settembre 1936, quando con lo scioglimento del preesistente reggimento carri armati vennero formati quattro reggimenti carristi. All’interno del Regio Esercito ci fu un ampio dibattito per il rinnovamento della Forza Armata e anche l’utilizzo del mezzo corazzato portò a dei cambiamenti nella dottrina.

Il Regio Esercito, alla fine della Grande Guerra non aveva nessun mezzo corazzato e per molti anni, la fanteria fu appiedata arrivando fino allo scoppio della 2ª guerra mondiale con poche forze corazzate. Si erano visti i primi carri armati in azione durante le varie esercitazioni, le Grandi Manovre, che si svolsero annualmente nel periodo tra le due guerre. Il 2° reggimento fanteria carrista, venne costituito a MONTORIO VERONESE, con il III battaglione cr. di rottura Matter, poi denominato cr. Medi, e tre battaglioni cr. d’assalto, poi denominati cr. Leggeri, IV Monti, V Venezian e XI Gregoretti, tutti erano dipendenti in precedenza dal reggimento Carri Armati. Il III aveva carri Fiat 3000 con sede a VERONA, il IV stanziato a BOLZANO, aveva i carri L 3/35 come anche il V con sede a TRIESTE e il XI ad UDINE.

Nel 1938, il 2° assunse alle proprie dipendenze anche il XXII battaglione cr. L. Coralli dislocato a TRENTO presso la divisione motorizzata TRENTO. Il 1° dicembre, il Comando, il deposito e il
III battaglione cr. M. diedero vita al 32° Reggimento Fanteria Carrista. Contemporaneamente i battaglioni IV e XXII passarono al 1° reggimento cr. M  passano al 3° reggimento f. cr., Fu trasformato il III battaglione in CCCXI battaglione cr. M. entrano nel nuovo reggimento il CCCXXII battaglione cr. M, già IV battaglione del 1° reggimento, il CCCXXIII battaglione cr. M, già V battaglione del 4° reggimento, ed il XXII battaglione cr. L., già del 3°.

Il 32° fu assegnato alla II Brigata, poi Divisione corazzata ARIETE. Nel novembre del 1939 il CCCXXIII battaglione passò al 1° reggimento f. cr. in cambio del III battaglione cr. L. ed i battaglioni CCCXXI e CCCXII sostituiscono i carri M 5/21 e M5/30 (c.d. FIAT3000) con gli
M 11/39 (unico reggimento ad averli ricevuti in organico). A seguito del cambio di numerazione disposto nell’aprile del 1940, il 32° all’inizio del conflitto mondiale era formato dai battaglioni cr. M I, già CCCCXXI e II, già CCCXXII, III, L e IV, già XXI.

Nella 2ª guerra mondiale, il reggimento combatté in Africa Settentrionale, distinguendosi in molte azioni, per l’eroismo dei propri uomini, pur combattendo con mezzi inadeguati.

Nell’agosto del 1940 il reggimento ricevette dal 1° reggimento i battaglioni I e II cr. L e cedette al 4° i battaglioni I e II cr. M 11/39. che furono trasferiti in AFRICA Settentrionale, in sostituzione di quest’ultimi si formò il III battaglione cr. con carri M 13/40. Successivamente il deposito del 32° costituì il IV battaglione cr. M 13/40, inviato in ALBANIA presso la divisione CENTAURO. Il III e V battaglione cr. M 13/40, successivamente trasferiti in Africa Settentrionale, mentre i battaglioni III e IV cr. L furono disciolti. Nel corso della primavera del 1940, il reggimento costituì inoltre due compagnie carri M11/39 autonome, denominate 321a e 322a che vennero inviate in AFRICA Orientale e perdute nel corso delle operazioni su quello scacchiere. Nel gennaio del 1941 il Comando del 32° fu anch’esso inviato in AFRICA assieme ai battaglioni I, II e III cr. L; il III e V battaglione cr. M 13/40 già impegnati nelle operazioni alle dipendenze della Brigata Corazzata Speciale e distrutti a BEDA FOMM, furono sciolti nel febbraio del 1941 e medesima sorte ebbero anche il I e II battaglione cr. M.11/39. Nello stesso mese giunsero al reggimento il VII battaglione cr. M 13/40, proveniente dal deposito reggimentale e la compagnia cannoni da 37/45.

Nell’aprile dello stesso anno, nel 32° furono inquadrati l’VIII battaglione cr. M 13/40, successivamente trasferito assieme al VII, il 31 agosto al 132° reggimento di fanteria carrista di nuova formazione. Il 32° proseguì nelle operazioni con i soli battaglioni di carri leggeri. In quel mese, il deposito reggimentale formò il XIII battaglione cr. M 13/40 che in luglio fu inviato in AFRICA al 132° per sostituire l’VIII battaglione distrutto in combattimento.

Molti furono gli episodi nei quali i carristi del 32° si distinsero, come ad esempio durante l’assedio di BARDIA, dal 3 al 5 gennaio 1941. La piazzaforte era sotto assedio delle truppe alleate, meglio organizzate ed equipaggiate rispetto agli italiani e la situazione peggiorò nei primi giorni del 1941. Dal 12 dicembre 1940, era rimasta lì la 1ª compagnia carri, comandata dal tenente Elio CASTELLANO, medaglia d’argento al valor militare. L’eroica compagnia, pur in una situazione molto difficile per la forte supremazia degli attaccanti, resistette fino allo strenuo e la sera del 5 gennaio l’unità non aveva più nessun superstite. Per l’azione di quei giorni, furono decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria il sottotenente Fulvio JERO e il sergente Bruno GALAS.

La motivazione della massima decorazione per l’Ufficiale fu la seguente: “Ufficiale carrista di singolare valore, avuti i carri del suo plotone inutilizzati dal fuoco nemico e visto occupato un caposaldo che comprometteva la resistenza del Battaglione di fanteria al quale era assegnato di rinforzo, chiedeva l’onore con pochi carristi rimastigli di guidarli al contrassalto per la rioccupazione del caposaldo. Ferito appena allo scoperto, continuava nel suo slancio generoso, ingaggiando una lotta corpo a corpo. Falciato a bruciapelo da una raffica di mitra, cadeva sul posto riconquistato, consacrando col suo sacrificio la fratellanza delle tradizioni eroiche del fante e del carrista d’Italia. BARDIA, 3 gennaio 1941”.

La motivazione della Medaglia d’Oro concessa a GALAS fu la seguente: “Durante un’azione contro le forze nemiche penetrate in un caposaldo di una nostra piazzaforte respingeva l’irruzione ma rimaneva col carro in avaria allo scoperto. Sotto il fuoco provvedeva alla riparazione benché ferito e riprendeva il combattimento alimentato da nuove unità nemiche. Colpito una seconda volta e immobilizzato il suo carro, continuava il fuoco col cannone di bordo, fatto bersaglio a tutti i mezzi avversari. Colpito da granata che esplodeva nell’interno del carro incendiandolo, immolava la vita al dovere. BARDIA, 3 gennaio 1941”.

Il 14 febbraio, il 32°, si trasferì nella zona di MISURATA perché era in preparazione un’offensiva italo – tedesca per la riconquista della CIRENAICA. Da quel momento, gli uomini del reggimento italiano furono alle dipendenze del Feldmaresciallo Erwin ROMMEL che ebbe come interprete il sottotenente Nino Ferruccio SURIANI, carrista del 32° reggimento decorato di due Medaglie d’Argento al valor militare, i cui cimeli sono conservati nella sala storica reggimentale.  

La bandiera (oggi Stendardo) del reggimento, per i combattimenti in Africa Settentrionale, è decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare (per il III battaglione M13/40), con la seguente motivazione: “Durante due mesi di tormentato periodo di operazioni in A.S., lanciato contro un avversario che alla preparazione ed all’esperienza univa una schiacciante superiorità in armi corazzate, si impegnava oltre ogni limite di resistenza e di sacrificio. Nella difesa di Bardia sacrificava una intera compagnia, distrutta carro per carro, in lotte impari ed estenuanti ed infliggendo sanguinose perdite di uomini e mezzi avversari. Mutilato di questi suoi elementi, il battaglione continuava sempre in attacco, a costo della propria distruzione la superiorità del soldato italiano ed imponendosi all’ammirazione dell’avversario. Consapevoli del loro destino e ben più grandi della loro sfortuna, i carristi del III battaglione M 13, sapevano immolarsi serenamente alla pura bellezza del dovere e dell’onore, talchè la loro unità veniva tutta praticamente distrutta. EGITTO – MARMARICA (A.S.), 9 dicembre 1940 – 8 febbraio 1941” e di Medaglia d’Argento al Valor Militare (per il V battaglione M13/40) con la seguente motivazione: “Durante 25 giorni di tormentate operazioni in Africa Settentrionale lanciato contro un avversario che alla preparazione ed all’esperienza univa una schiacciante superiorità in armi corazzate, si impegnava con accanito valore, combattendo, giorno e notte, nel torrido e logorante clima desertico, spesso isolato, sorretto soltanto dalla fede e dall’animo indomito infliggendo al nemico perdite sanguinose. In situazione critica per le nostre armi, riunito con altri battaglioni in una brigata improvvisata, si opponeva alla offensiva nemica, da BARDIA ad AGEDABIA, strenuamente, anche senza speranza, affrontando la propria distruzione e chiudendo, con pochi superstiti, la gloriosa e cruenta epopea nel rogo degli ultimi carri armati, incendiati dagli stessi equipaggi di fronte al soverchiante nemico (Cirenaica, 15 gennaio – 8 febbraio 1941)”.

Le battaglie nel fronte africano, ancor’oggi sono nella memoria del reparto, perché la festa del reggimento è l’8 febbraio a ricordo delle azioni del 1941 e, a partire dal 1975 il 3° battaglione è intitolato a GALAS.

Nell’ottobre del 1941 fu costituito in Africa il LII battaglione cr. M 13/40 per essere posto alle dipendenze del Corpo d’Armata di Manovra. Soppresso il 31 dicembre, dal 16 gennaio 1942 il 32° reggimento cedette personale e mezzi al 12° Autoraggruppamento di TRIPOLI per la costituzione di un Centro Addestramento Carristi: il rimanente personale, ridotto al solo nucleo Comando di reggimento, il 20 febbraio 1942 rientrò in Italia, a VERONA. Il Comando del 32° e la compagnia Comando reggimentale furono nuovamente formati il 20 settembre 1942 ed inviati in SARDEGNA presso il XIII Corpo d’Armata per inquadrare i battaglioni II cr. L. già del 33° reggimento fanteria carrista, XIII cr. L. e CC cr. SOMUA, ai quali si aggiunsero, un mese dopo, quattro compagnie moto mitraglieri (8ª, 9ª, 11ª e 13ª) in occasione dell’assegnazione del reggimento al Raggruppamento Motocorazzato del XIII Corpo d’armata e lì il reggimento si trovava l’8 settembre. Nel novembre seguente, il XIII battaglione cr. L fu trasferito in CORSICA alle dipendenze della Divisione CREMONA. Nel corso del 1943, furono assegnati al reggimento il DLXI gruppo semoventi da 75/18 mm, il 23 marzo, il XVI battaglione cr. M 42, destinato in un primo momento al 1° reggimento che poi arrivò al 32° il 6 maggio, il XVIII battaglione cr. M arrivò il 27 giugno.

Il 20 marzo 1944, il reggimento si scinse per ricostituire il 132° reggimento fanteria carrista e rimase formato dal I battaglione cr. M., già XVI, II battaglione cr. M., già XVIII, III battaglione cr. SOMUA, già CC, IV battaglione moto mitraglieri, V gruppo semoventi da 75/18, già DLXI. Il 32° assieme al 132° furono inquadrati nella Divisione GRANATIERI, restando in vita fino al 31 agosto 1944, quando fu sciolto ed il personale impiegato per la formazione del 514° battaglione guardie del 1° reggimento guardie.

Il 1° marzo 1964, il 32° reggimento carri venne ricostituito a PORDENONE, incorporando il 1° luglio il III e V battaglione cr. e dal 20 ottobre seguente anche il XXIII battaglione bersaglieri e in tale configurazione rimase fino allo scioglimento a seguito della riorganizzazione dell’esercito, il 30 settembre 1975.

Dal 1968, il reparto ebbe sede, fino ad oggi a TAURIANO, nella caserma, unica in Italia tra quelle dell’Esercito, dedicata ad una Medaglia d’Oro della Marina Militare, il Marinaio Arduino FORGIARIN”, imbarcato e caduto sul sommergibile “PERLA” come elettricista.

Con lo scioglimento le tradizioni reggimentali furono affidate al III battaglione cr. che divenne autonomo prendendo il nome di 3° battaglione carri “M.O. GALAS” e al quale con decreto del 12 novembre 1976 fu assegnata la custodia della Bandiera del 32°.

All’interno della FORGIARINI, per trasformazione del 32° reggimento carri, nacque la 32ª Brigata corazzata “MAMELI”, composta dal 3° battaglione carri “M.O. GALAS”, dal 5° battaglione carri “M.O. CHIAMENTI” e dal 23° battaglione bersaglieri “CASTEL DI BORGO”. La “MAMELI”, assieme alla 132ª Brigata corazzata “MANIN” di AVIANO e all’8ª Brigata meccanizzata “GARIBALDI” a PORDENONE, anch’esse costituite per trasformazione dei rispettivi reggimenti fu inquadrata nella 132ª Divisione corazzata ARIETE.

I carristi aiutarono la popolazione friulana colpita dal terremoto del 1976 e per tale motivo, la Bandiera del 3° battaglione carri “M.O. GALAS”, fu decorata di Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito con decreto 4 gennaio 1978 con la seguente motivazione: “Direttamente coinvolto nel grave terremoto che colpiva il Friuli, interveniva tempestivamente in soccorso della popolazione colpite con tutte le risorse di uomini e di materiali. In condizioni di estrema difficoltà ed a rischio della propria incolumità per il perdurare delle scosse e dei crolli, si prodigava in un generoso slancio di fraterna solidarietà nel soccorso dei feriti e dei sepolti dalle macerie, contribuendo a ridurre i danni provocati dalla sciagura e ad infondere sicurezza e fiducia ai sinistrati. L’opera svolta ha riscosso il plauso delle Autorità e la gratitudine della popolazione soccorsa e sollevata dalle immediate sofferenze. Friuli, 6 maggio 1976 – 30 aprile 1977”. In pari data, stessa decorazione, con identica motivazione, fu attribuita alla Bandiera del 5°battaglione carri “M.O. CHIAMENTI”.

Durante il periodo della Guerra Fredda i carristi del 32° parteciparono sia alle annuali esercitazioni NATO come la DISPLAY DETERMINATION o la DRAGON HAMMER che vedevano la dislocazione dei carri del reggimento nel Poligono del CELLINA MEDUNA alla presenza delle massime autorità militari alleate ed italiane, che anche al Poligono di Capo TEULADA in SARDEGNA.

Con la riorganizzazione della Forza Armata, il battaglione perse l’autonomia il 25 agosto 1992, venendo inquadrato il giorno successivo nel 32° reggimento carri che venne ricostituito a TAURIANO. Alla formazione del nuovo reparto concorse anche il personale del disciolto 5° battaglione cr. “M.O. CHIAMENTI”.  

Nel nuovo quadro strategico internazionale il 32° reggimento partecipò, con propri reparti a livello compagnia carri M60A1 dal 1992 al 1994, alla missione di pace in SOMALIA, inserito nel contingente IBIS, meritando la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito, con decreto del 5 ottobre 1994, con la seguente motivazione: “Il 32° Reggimento carri ha partecipato con proprie forze, inquadrate nel contingente italiano impegnato in Somalia, alle operazioni di soccorso e protezione alla popolazione martoriata dalla guerra civile. Per circa quindici mesi, operando diuturnamente, in oggettive difficoltà ambientali ed in condizioni di particolare sensibilità operativa, le sue unità hanno sempre evidenziato elevate capacità professionali e altissimo senso del dovere e dimostrato, in ogni circostanza, la capacità di discriminare le loro reazioni, evitando ogni inutile spargimento di sangue. Con i propri mezzi le unità hanno garantito una eccezionale cornice di sicurezza e fronteggiato molteplici emergenze diventando così punto di sicuro riferimento per tutte le forze del contingente. Chiaro esempio di grande perizia ed estremo valore che ha concorso ad elevare e nobilitare il prestigio dell’Esercito Italiano sia in Patria che all’estero. Somalia, 29 dicembre 1992 – 15 marzo 1994”.

Il reggimento partecipò successivamente alle operazioni IFOR in BOSNIA – ERZEGOVINA e in KOSOVO negli anni ’90, ad ANTICA BABILONIA in IRAQ nel 2004 – 2006 (anche con un plotone di carri C1 ARIETE) e UNIFIL in Libano nel 2009 e 2012. Il reggimento si è distinto non solo nell’impegno in operazioni all’estero, ma anche al servizio del Paese, come nel caso dell’alluvione del novembre del 1994, quando gli uomini del 32° aiutarono la popolazione colpita dal maltempo, meritano la Medaglia di Bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana con la seguente motivazione: “In segno di viva, tangibile ricorrenza per il generoso contributo offerto alle operazioni di soccorso sviluppate dalla unica C.R.I. in favore della popolazione colpite dall’alluvione del novembre 1994 (Roma, 29 dicembre 1994)”.

Il 32° reggimento, oltre alle decorazioni alla bandiera, vanta, a livello individuale 8 medaglie d’oro, 34 medaglie d’argento, 59 medaglie di bronzo e 57 croci di guerra.

Attualmente il Comandante è il Col. c.(li.) t.ISSMI Gian Luigi RADESCO.