Dic 23

La nascita del reparto, trae origine il 15 settembre 1936, quando con lo scioglimento del preesistente reggimento carri armati vennero formati quattro reggimenti carristi[1]. All’interno del Regio Esercito[2] ci fu un ampio dibattito per il rinnovamento della Forza Armata[3] e anche l’utilizzo del mezzo corazzato portò a dei cambiamenti nella dottrina[4].

Il Regio Esercito, alla fine della Grande Guerra[5] non aveva nessun mezzo corazzato e per molti anni, la fanteria[6] fu appiedata arrivando fino allo scoppio della 2ª guerra mondiale con poche forze corazzate[7]. Si erano visti i primi carri armati in azione durante le varie esercitazioni, le Grandi Manovre[8], che si svolsero annualmente nel periodo tra le due guerre.

Il 2° reggimento fanteria carrista, venne costituito a MONTORIO VERONESE, con il III battaglione cr. di rottura Matter, poi denominato cr. Medi, e tre battaglioni cr. d’assalto, poi denominati cr. Leggeri, IV Monti, V Venezian e XI Gregoretti, tutti erano dipendenti in precedenza dal reggimento Carri Armati. Il III aveva carri Fiat 3000 con sede a VERONA, il IV stanziato a BOLZANO, aveva i carri L 3/35 come anche il V con sede a TRIESTE e il XI ad UDINE[9].

Nel 1938, il 2° assunse alle proprie dipendenze anche il XXII battaglione cr. L. Coralli dislocato a TRENTO presso la divisione motorizzata TRENTO. Il 1° dicembre, il Comando, il deposito e il
III battaglione cr. M. diedero vita al 32° Reggimento Fanteria Carrista. Contemporaneamente i battaglioni IV e XXII passarono al 1° reggimento cr. M  passano al 3° reggimento f. cr., Fu trasformato il III battaglione in CCCXI battaglione cr. M. entrano nel nuovo reggimento il CCCXXII battaglione cr. M, già IV battaglione del 1° reggimento, il CCCXXIII battaglione cr. M, già V battaglione del 4° reggimento, ed il XXII battaglione cr. L., già del 3°.

Il 32° fu assegnato alla II Brigata, poi Divisione corazzata ARIETE. Nel novembre del 1939 il CCCXXIII battaglione passò al 1° reggimento f. cr. in cambio del III battaglione cr. L. ed i battaglioni CCCXXI e CCCXII sostituiscono i carri M 5/21 e M5/30 (c.d. FIAT3000) con gli
M 11/39 (unico reggimento ad averli ricevuti in organico). A seguito del cambio di numerazione disposto nell’aprile del 1940, il 32° all’inizio del conflitto mondiale era formato dai battaglioni cr. M I, già CCCCXXI e II, già CCCXXII, III, L e IV, già XXI.

Nella 2ª guerra mondiale, il reggimento combatté in Africa Settentrionale[10], distinguendosi in molte azioni, per l’eroismo dei propri uomini, pur combattendo con mezzi inadeguati.

Nell’agosto del 1940 il reggimento ricevette dal 1° reggimento i battaglioni I e II cr. L e cedette al 4° i battaglioni I e II cr. M 11/39. che furono trasferiti in AFRICA Settentrionale, in sostituzione di quest’ultimi si formò il III battaglione cr. con carri M 13/40. Successivamente il deposito del 32° costituì il IV battaglione cr. M 13/40, inviato in ALBANIA presso la divisione CENTAURO. Il III e V battaglione cr. M 13/40, successivamente trasferiti in Africa Settentrionale, mentre i battaglioni III e IV cr. L furono disciolti[11]. Nel corso della primavera del 1940, il reggimento costituì inoltre due compagnie carri M11/39 autonome, denominate 321a e 322a che vennero inviate in AFRICA Orientale e perdute nel corso delle operazioni su quello scacchiere.

Nel gennaio del 1941 il Comando del 32° fu anch’esso inviato in AFRICA assieme ai battaglioni I, II e III cr. L; il III e V battaglione cr. M 13/40 già impegnati nelle operazioni alle dipendenze della Brigata Corazzata Speciale e distrutti a BEDA FOMM, furono sciolti nel febbraio del 1941 e medesima sorte ebbero anche il I e II battaglione cr. M.11/39. Nello stesso mese giunsero al reggimento il VII battaglione cr. M 13/40, proveniente dal deposito reggimentale e la compagnia cannoni da 37/45.

Nell’aprile dello stesso anno, nel 32° furono inquadrati l’VIII battaglione cr. M 13/40, successivamente trasferito assieme al VII, il 31 agosto al 132° reggimento di fanteria carrista di nuova formazione. Il 32° proseguì nelle operazioni con i soli battaglioni di carri leggeri. In quel mese, il deposito reggimentale formò il XIII battaglione cr. M 13/40 che in luglio fu inviato in AFRICA al 132° per sostituire l’VIII battaglione distrutto in combattimento.

Molti furono gli episodi nei quali i carristi del 32° si distinsero, come ad esempio durante l’assedio di BARDIA, dal 3 al 5 gennaio 1941. La piazzaforte era sotto assedio delle truppe alleate, meglio organizzate ed equipaggiate rispetto agli italiani e la situazione peggiorò nei primi giorni del 1941. Dal 12 dicembre 1940, era rimasta lì la 1ª compagnia carri, comandata dal tenente Elio CASTELLANO, medaglia d’argento al valor militare. L’eroica compagnia, pur in una situazione molto difficile per la forte supremazia degli attaccanti, resistette fino allo strenuo e la sera del 5 gennaio l’unità non aveva più nessun superstite. Per l’azione di quei giorni, furono decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria il sottotenente Fulvio JERO e il sergente Bruno GALAS.

La motivazione della massima decorazione per l’Ufficiale fu la seguente: “Ufficiale carrista di singolare valore, avuti i carri del suo plotone inutilizzati dal fuoco nemico e visto occupato un caposaldo che comprometteva la resistenza del Battaglione di fanteria al quale era assegnato di rinforzo, chiedeva l’onore con pochi carristi rimastigli di guidarli al contrassalto per la rioccupazione del caposaldo. Ferito appena allo scoperto, continuava nel suo slancio generoso, ingaggiando una lotta corpo a corpo. Falciato a bruciapelo da una raffica di mitra, cadeva sul posto riconquistato, consacrando col suo sacrificio la fratellanza delle tradizioni eroiche del fante e del carrista d’Italia. BARDIA, 3 gennaio 1941”[12].

La motivazione della Medaglia d’Oro concessa a GALAS fu la seguente: “Durante un’azione contro le forze nemiche penetrate in un caposaldo di una nostra piazzaforte respingeva l’irruzione ma rimaneva col carro in avaria allo scoperto. Sotto il fuoco provvedeva alla riparazione benché ferito e riprendeva il combattimento alimentato da nuove unità nemiche. Colpito una seconda volta e immobilizzato il suo carro, continuava il fuoco col cannone di bordo, fatto bersaglio a tutti i mezzi avversari. Colpito da granata che esplodeva nell’interno del carro incendiandolo, immolava la vita al dovere. BARDIA, 3 gennaio 1941”[13].

Il 14 febbraio, il 32°, si trasferì nella zona di MISURATA perché era in preparazione un’offensiva italo – tedesca per la riconquista della CIRENAICA. Da quel momento, gli uomini del reggimento italiano furono alle dipendenze del Feldmaresciallo Erwin ROMMEL[14] che ebbe come interprete il sottotenente Nino Ferruccio SURIANI, carrista del 32° reggimento decorato di due Medaglie d’Argento al valor militare, i cui cimeli sono conservati nella sala storica reggimentale.  

La bandiera (oggi Stendardo) del reggimento, per i combattimenti in Africa Settentrionale, è decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare (per il III battaglione M13/40), con la seguente motivazione: “Durante due mesi di tormentato periodo di operazioni in A.S., lanciato contro un avversario che alla preparazione ed all’esperienza univa una schiacciante superiorità in armi corazzate, si impegnava oltre ogni limite di resistenza e di sacrificio. Nella difesa di Bardia sacrificava una intera compagnia, distrutta carro per carro, in lotte impari ed estenuanti ed infliggendo sanguinose perdite di uomini e mezzi avversari. Mutilato di questi suoi elementi, il battaglione continuava sempre in attacco, a costo della propria distruzione la superiorità del soldato italiano ed imponendosi all’ammirazione dell’avversario. Consapevoli del loro destino e ben più grandi della loro sfortuna, i carristi del III battaglione M 13, sapevano immolarsi serenamente alla pura bellezza del dovere e dell’onore, talchè la loro unità veniva tutta praticamente distrutta. EGITTO – MARMARICA (A.S.), 9 dicembre 1940 – 8 febbraio 1941”[15] e di Medaglia d’Argento al Valor Militare (per il V battaglione M13/40) con la seguente motivazione “Durante 25 giorni di tormentate operazioni in Africa Settentrionale lanciato contro un avversario che alla preparazione ed all’esperienza univa una schiacciante superiorità in armi corazzate, si impegnava con accanito valore, combattendo, giorno e notte, nel torrido e logorante clima desertico, spesso isolato, sorretto soltanto dalla fede e dall’animo indomito infliggendo al nemico perdite sanguinose. In situazione critica per le nostre armi, riunito con altri battaglioni in una brigata improvvisata, si opponeva alla offensiva nemica, da BARDIA ad AGEDABIA, strenuamente, anche senza speranza, affrontando la propria distruzione e chiudendo, con pochi superstiti, la gloriosa e cruenta epopea nel rogo degli ultimi carri armati, incendiati dagli stessi equipaggi di fronte al soverchiante nemico (Cirenaica, 15 gennaio – 8 febbraio 1941)”.

Le battaglie nel fronte africano, ancor’oggi sono nella memoria del reparto, perché la festa del reggimento è l’8 febbraio a ricordo delle azioni del 1941 e, a partire dal 1975 il 3° battaglione è intitolato a GALAS.

Nell’ottobre del 1941 fu costituito in Africa il LII battaglione cr. M 13/40 per essere posto alle dipendenze del Corpo d’Armata di Manovra. Soppresso il 31 dicembre, dal 16 gennaio 1942 il 32° reggimento cedette personale e mezzi al 12° Autoraggruppamento di TRIPOLI per la costituzione di un Centro Addestramento Carristi: il rimanente personale, ridotto al solo nucleo Comando di reggimento, il 20 febbraio 1942 rientrò in Italia, a VERONA[16].

Il Comando del 32° e la compagnia Comando reggimentale furono nuovamente formati il 20 settembre 1942 ed inviati in SARDEGNA presso il XIII Corpo d’Armata per inquadrare i battaglioni II cr. L. già del 33° reggimento fanteria carrista, XIII cr. L. e CC cr. SOMUA, ai quali si aggiunsero, un mese dopo, quattro compagnie moto mitraglieri (8ª, 9ª, 11ª e 13ª) in occasione dell’assegnazione del reggimento al Raggruppamento Motocorazzato del XIII Corpo d’armata e lì il reggimento si trovava l’8 settembre. Nel novembre seguente, il XIII battaglione cr. L fu trasferito in CORSICA[17]. alle dipendenze della Divisione CREMONA. Nel corso del 1943, furono assegnati al reggimento il DLXI gruppo semoventi da 75/18 mm, il 23 marzo, il XVI battaglione cr. M 42, destinato in un primo momento al 1° reggimento che poi arrivò al 32° il 6 maggio, il XVIII battaglione cr. M arrivò il 27 giugno.

Il 20 marzo 1944, il reggimento si scinse per ricostituire il 132° reggimento fanteria carrista e rimase formato dal I battaglione cr. M., già XVI, II battaglione cr. M., già XVIII, III battaglione cr. SOMUA, già CC, IV battaglione moto mitraglieri, V gruppo semoventi da 75/18, già DLXI. Il 32° assieme al 132° furono inquadrati nella Divisione GRANATIERI, restando in vita fino al 31 agosto 1944, quando fu sciolto ed il personale impiegato per la formazione del 514° battaglione guardie del 1° reggimento guardie[18].

Il 1° marzo 1964, il 32° reggimento carri venne ricostituito a PORDENONE[19], incorporando il 1° luglio il III e V battaglione cr. e dal 20 ottobre seguente anche il XXIII battaglione bersaglieri e in tale configurazione rimase fino allo scioglimento a seguito della riorganizzazione dell’esercito, il 30 settembre 1975.

Dal 1968, il reparto ebbe sede, fino ad oggi a TAURIANO, nella caserma, unica in Italia tra quelle dell’Esercito, dedicata ad una Medaglia d’Oro della Marina Militare, il Marinaio Arduino FORGIARIN”, imbarcato e caduto sul sommergibile “PERLA” come elettricista

Con lo scioglimento le tradizioni reggimentali furono affidate al III battaglione cr. che divenne autonomo prendendo il nome di 3° battaglione carri “M.O. GALAS” e al quale con decreto del 12 novembre 1976 fu assegnata la custodia della Bandiera del 32°.

All’interno della FORGIARINI, per trasformazione del 32° reggimento carri, nacque la 32ª Brigata corazzata “MAMELI”, composta dal 3° battaglione carri “M.O. GALAS”, dal 5° battaglione carri “M.O. CHIAMENTI” e dal 23° battaglione bersaglieri “CASTEL DI BORGO”. La “MAMELI”, assieme alla 132ª Brigata corazzata “MANIN” di AVIANO e all’8ª Brigata meccanizzata “GARIBALDI” a PORDENONE, anch’esse costituite per trasformazione dei rispettivi reggimenti furono inquadrata nella 132ª Divisione corazzata ARIETE.

I carristi aiutarono la popolazione friulana colpita dal terremoto del 1976 e per tale motivo, la Bandiera del 3° battaglione carri “M.O. GALAS”, fu decorata di Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito con decreto 4 gennaio 1978 con la seguente motivazione: “Direttamente coinvolto nel grave terremoto che colpiva il Friuli, interveniva tempestivamente in soccorso della popolazione colpite con tutte le risorse di uomini e di materiali. In condizioni di estrema difficoltà ed a rischio della propria incolumità per il perdurare delle scosse e dei crolli, si prodigava in un generoso slancio di fraterna solidarietà nel soccorso dei feriti e dei sepolti dalle macerie, contribuendo a ridurre i danni provocati dalla sciagura e ad infondere sicurezza e fiducia ai sinistrati. L’opera svolta ha riscosso il plauso delle Autorità e la gratitudine della popolazione soccorsa e sollevata dalle immediate sofferenze. Friuli, 6 maggio 1976 – 30 aprile 1977”[20] In pari data, stessa decorazione, con identica motivazione, fu attribuita alla Bandiera del 5°battaglione carri “M.O. CHIAMENTI”.

Durante il periodo della Guerra Fredda i carristi del 32° parteciparono sia alle annuali esercitazioni NATO come la DISPLAY DETERMINATION o la DRAGON HAMMER che vedevano la dislocazione dei carri del reggimento nel Poligono del CELLINA MEDUNA alla presenza delle massime autorità militari alleate ed italiane, che anche al Poligono di Capo TEULADA in SARDEGNA.

Con la riorganizzazione della Forza Armata, il battaglione perse l’autonomia il 25 agosto 1992, venendo inquadrato il giorno successivo nel 32° reggimento carri che venne ricostituito a TAURIANO. Alla formazione del nuovo reparto concorse anche il personale del disciolto 5° battaglione cr. “M.O. CHIAMENTI”.  

Nel nuovo quadro strategico internazionale il 32° reggimento partecipò, con propri reparti a livello compagnia carri M60A1 dal 1992 al 1994, alla missione di pace in SOMALIA, inserito nel contingente IBIS, meritando la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito, con decreto del 5 ottobre 1994, con la seguente motivazione: “Il 32° Reggimento carri ha partecipato con proprie forze, inquadrate nel contingente italiano impegnato in Somalia, alle operazioni di soccorso e protezione alla popolazione martoriata dalla guerra civile. Per circa quindici mesi, operando diuturnamente, in oggettive difficoltà ambientali ed in condizioni di particolare sensibilità operativa, le sue unità hanno sempre evidenziato elevate capacità professionali e altissimo senso del dovere e dimostrato, in ogni circostanza, la capacità di discriminare le loro reazioni, evitando ogni inutile spargimento di sangue. Con i propri mezzi le unità hanno garantito una eccezionale cornice di sicurezza e fronteggiato molteplici emergenze diventando così punto di sicuro riferimento per tutte le forze del contingente. Chiaro esempio di grande perizia ed estremo valore che ha concorso ad elevare e nobilitare il prestigio dell’Esercito Italiano sia in Patria che all’estero. Somalia, 29 dicembre 1992 – 15 marzo 1994”[21].

Il reggimento partecipò successivamente alle operazioni IFOR in BOSNIA – ERZEGOVINA e in KOSOVO negli anni ’90, ad ANTICA BABILONIA in IRAQ nel 2004 – 2006 (anche con un plotone di carri C1 ARIETE) e UNIFIL in Libano nel 2009 e 2012.

Il reggimento si è distinto non solo nell’impegno in operazioni all’estero, ma anche al servizio del Paese, come nel caso dell’alluvione del novembre del 1994, quando gli uomini del 32° aiutarono la popolazione colpita dal maltempo, meritano la Medaglia di Bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana con la seguente motivazione: “In segno di viva, tangibile ricorrenza per il generoso contributo offerto alle operazioni di soccorso sviluppate dalla unica C.R.I. in favore della popolazione colpite dall’alluvione del novembre 1994 (Roma, 29 dicembre 1994)”[22].

Il 32° reggimento, oltre alle decorazioni alla bandiera, vanta, a livello individuale 8 medaglie d’oro, 34 medaglie d’argento, 59 medaglie di bronzo e 57 croci di guerra.

Attualmente il Comandante è il Col. c.(li.) t.ISSMI Gian Luigi RADESCO.


[1] Per maggiori approfondimenti sulla storia del carro armato e della meccanizzazione dell’esercito si rimanda a L. Ceva, A. Curami, La meccanizzazione dell’esercito fino al 1943, 2 voll., Roma, 1989; A. Donnari, Il CARRO ARMATO. Storia, dottrina, impiego, Roma, 1995.

[2] Per ulteriori notizie sulla storia dell’esercito italiano si rimanda a O. Bovio, Storia dell’esercito italiano (1861 – 1990), Roma,1996; G. Massobrio, G. Rochat, Breve storia dell’esercito italiano dal 1861 al 1943, Einaudi, Torino, 1978; C. Vercelli, Soldati. Storia dell’esercito italiano, Laterza, Roma – Bari, 2019.

[3] Per maggiori notizie sul pensiero militare dal primo al secondo dopoguerra si rimanda a F. Botti, V. Ilari, Il pensiero militare italiano dal primo al secondo dopoguerra, Roma, 1985. 

[4] Per maggiori notizie sullo sviluppo della dottrina e degli ordinamenti dell’esercito italiano si rimanda a F. Stefani, Storia della dottrina e dell’ordinamento dell’esercito italiano, 3 voll., Roma, 1984 – 1989.

[5] Per approfondimenti sulla storia dell’esercito italiano nel primo dopoguerra si rimanda a V. Gallinari, L’esercito italiano nel primo dopoguerra 1918 – 1920, Roma, 1980; G. Rochat, L’esercito italiano da Vittorio Veneto a Mussolini, 1919 – 1925, Laterza, Roma – Bari, 1967.

[6] Per maggiori notizie sulla storia della fanteria si rimanda a L. Cadeddu, A. Castagnotto, A. Ceccotto, U. Correale, P. Maccagnano, L. Malatesta, A. Nardin, D. Rossi, Storia della fanteria italiana, Editoriale Programma, Treviso, 2018; E. Scala, Storia delle fanterie italiane, 10 voll., Tipografia Regionale, Roma, 1950 – 1956.

[7] Per maggiori notizie sulla situazione dell’esercito italiano alla vigilia della 2ª guerra mondiale si rimanda a M. Montanari, L’esercito italiano alla vigilia della seconda guerra mondiale, Roma, 1982.

[8] Per maggiori informazioni sulle grandi manovre dell’esercito si rimanda a A. Albergoni, 1937. Le Grandi Manovre in Sicilia dell’Anno XV, Scienze e Lettere, Roma, 2010; F. Cappellano, P. Formiconi, Italo Balbo e le grandi manovre del 1938 in Libia, in Storia Militare, n. 218, Albertelli, Parma, 2011, pp. 4 – 16; P. Caruso, Mobilità strategica e guerra di mezzi nelle manovre dell’Esercito degli anni Trenta, in Società Italiana di Storia Militare, Quaderno 1998, a cura di F. Minniti, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2001, pp. 111 – 158; R. Gentili, Le grandi manovre interforze nel 1925 nel Canavese, in Storia Militare, n. 11, Albertelli, Parma, 1994; M. Mondini, Il gioco delle grandi manovre. Estetica e legittimazione nei rituali marziali dell’Italia liberale, in Il gioco e la guerra nel secondo millennio, a cura di P. Del Negro e G. Ortalli, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Viella, Roma, 2009, pp. 125 – 135.

[9] F. Dell’Uomo, R. Puletti, L’esercito italiano verso il 2000. Storia dei corpi dal 1861, vol. 1, tomo I, Roma, 1998, p. 542.

[10] Per maggiori informazioni sulla 2ª guerra mondiale nel fronte dell’Africa Settentrionale si rimanda a L. Ceva, Africa Settentrionale 1940 – 1943, Bonacci, Roma, 1981; M. Montanari, Le operazioni in Africa settentrionale, 4 voll., Roma. 1990 – 1994.

[11] Ibidem.

[12] Bollettino Ufficiale, n. 22, 1947, p. 2189.

[13] Bollettino Ufficiale, n. 22, 1947, p. 2193.

[14] D. Young, Rommel, Longanesi, Milano, 1966; A. Massignani, J. Green, Rommel in Africa Settentrionale settembre 1940 – novembre 1942, Mursia, Milano, 1999.

[15] F. Dell’Uomo, R. Puletti, L’esercito, cit., p. 543.

[16] Ivi, p. 542.  

[17] Per maggiori informazioni sulla dislocazione delle forze militari in Corsica nella 2ª guerra mondiale si rimanda a Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Federazione Provinciale di Lucca, Le operazioni delle unità italiane in Corsica nel settembre ottobre 1943, a cura di P. Battistini, G. Tuccinardi, Tipografia Massarosa Offset, Lucca, 1987; G. Magli, Le truppe italiane in Corsica: prima e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Tipografia Scuola A.U.C., Lecce, 1950.

[18] F. Dell’Uomo, R. Puletti, L’esercito, cit., p. 543.

[19] Per maggiori informazioni sull’esercito italiano nel secondo dopoguerra si rimanda a L. Nuti, L’esercito italiano nel secondo dopoguerra 194 5-  1950. La sua ricostruzione e l’assistenza militare alleata, Roma, 1989.

[20] F. Dell’Uomo, R. Puletti, L’esercito, cit., p. 544.

[21] Ibidem.

[22] Il 32° Reggimento Carri, Tauriano, 2018,  p. 22.

Ott 06

Domenica 6 Ottobre nella Caserma Forgiarini di Tauriano (PN) si è svolto il 2° Raduno Regionale ANCI “Carristi” del Friuli Venezia Giulia organizzata dal Presidente Gen. Ettore FASCIANI. Oltre alla tradizionale Solenne Cerimonia, si è svolta la S. Messa al Campo di fronte al Monumento Carrista, che ricorda le gesta dei Carristi. Successivamente si è visitato la Mostra statica dei carri e la Sala Storica del Reggimento. A conclusione il classico rancio carrista in un ristorante adiacente.

Feb 08

Il giorno 8 Febbraio si è svolto 50° Anniversario dell’inaugurazione della Caserma “Arduino FORGIARINI” del 32° Reggimento Carri di Tauriano. Il 1 marzo 1964 viene ufficialmente ricostituita, in seno alla Divisione Corazzata Ariete, il 32° Reggimento Carri. In data 20 ottobre 1964 al reggimento fu assegnato anche il XXIII battaglione bersaglieri, così ha il privilegio di aver avuto nei suoi ranghi un battaglione bersaglieri. Nel giugno 1968, tutto il Reggimento si trasferisce nell’attuale sede: la Caserma “Forgiarini” di Tauriano di Spilimbergo Pordenone. La caserma di Tauriano è l’unica sede dell’Esercito intitolata ad un eroe della Marina Militare, elettricista imbarcato sul sommergibile e Decorato con M.O. al Valor Militare alla Memoria (Mar Rosso 27 giugno 1940). Fu consegnata all’amministrazione militare nel 1964 e definitivamente completata nel 1968. In questo periodo la Forza Armata affrontò il problema della costruzione di nuove infrastrutture tenendo presenti i concetti di modernità e funzionalità. Nel 1968 tutti i reparti inquadrati nel 32° carri, vennero definitivamente sistemati nella caserma “Forgiarini” che nell’occasione ricevettero la visita del Presidente della Reppublica Giuseppe SARAGAT. Il sedime della caserma posto alla confluenza dei fiumi Cellina e Meduna ottimizzava il deflusso rapido dei mezzi corazzati verso le aree d’esercitazione. Per raggiungere il teatro di esercitazioni è stato costruito una pista parallela alla strada solo per i cingolati. La caserma essendo vicina alla ferrovia di Spilimbergo, poteva usufruire dello scalo ferroviario per eventuali spostamenti. Oltre a questo ce da tener presente che all’epoca la caserma era relativamente vicina per la difesa approntata lungo la frontiera orientale che,venivano in parte riviste e bilanciate. La divisione corazzata ARIETE, unità di punta dell’Esercito ricostituita dal 1949 “Ferrea mole, Ferreo cuore” ha sede in Pordenone. Con il terremoto del 1976 la Brigata è intervenuto per dare aiuto alla popolazione terremotata, ricevendo ricompense civili e militari. Dal 1938 i comandanti del 32° Reggimento Carri furono 42 tra cui il 43° attuale comandante il Col. Paolo FANIN. Il 32° Reggimento Carri ha avuto: n°1 M.O. al Valor Militare, n°1 M.A. al Valor Militare, n°1 M.A. al Valor dell’Esercito, n°1 M.B. al Valor dell’Esercito, n°1 M.B. al merito della Croce Rossa Italiana. Alla cerimonia erano presenti molte autorità civili e miliari,che hanno fatto le loro allocuzioni e molte Ass. d’Arma, tra cui il Labaro del N.A. di Pordenone con il Pres. Aldo Ferreti, ed i colleghi Maron di Rovigo e Brichese di Treviso. Al termine della cerimonia agli ospiti è stato offerto un ricco buffè.

Feb 08

 Il giorno 8 Febbraio un gruppo di carristi iscritti anche al Nastro Azzurro di Rovigo, tra i quali il Presidente Maron Graziano ed il vice Vaccaro Paolo e una delegazione del Nastro Azzurro di Padova sono andati alla festa di Corpo del 32° Reggimento Carri, presso la caserma “ A. Forgiarini” di Tauriano – Pordenone nella ricorrenza del 72° Anniversario dei fatti d’arma in Africa Settentrionale.

 Dopo la solenne cerimonia e le foto di rito sopra i carri Ariete col Comandante della Caserma Col. Ferdinando Frigo e L. Ten. Antonio Farina si è consumato il rancio in caserma assieme ai militari come ai vecchi tempi.

 

Feb 25

Venerdì 25 Febbraio l’I.N.A.– Federazione Provinciale di Rovigo con il suo Presidente Graziano Maron e con il Labaro, hanno presenziato al cambio del comandante del 32° Reggimento Carri della Caserma Forgiarini di Tauriano (PN), con l’affidamento dello Stendardo dal Col. Angelo MORELLA al Col. Ferdinando FRISO.

Giu 30

Il 30 Giugno 2007 l’ Istituto del Nastro Azzurro Federazione Provinciale di Rovigo ha partecipato alla “ Festa del Comandante del 32° Rgt. Carri di Tauriano “ svoltasi c/o Caserma Forgiarini per salutare il Comandante Coll. Guglielmo Gustato che lascia il Comando per raggiunti limiti d’età.

Il Consigliere Militare del Ministero della Difesa Gen Ficuciello, numerose Alte Cariche Militari ,il Labaro della Fed.Rodigina dell’ IST.del NASTRO AZZURRO con  il Suo Alfiere Sig. Beccati e il Suo Pres. Geom. Maron hanno inaugurato la Sala Storica del 32° Rgt Carri dove, tra gli altri, sono raccolti anche numerosi Cimeli appartenuti al Valoroso Ten.Coll. Ferruccio Suriani che tra l’altro fu Pres. della Ns Fed.dal 1981 al 2004.

Anche in questa cerimonia sono stati tributati al Ns glorioso Labaro gli onori spettatigli.

Feb 02