Feb 10

Domenica 10 febbraio si è anche celebrato a Rovigo la giornata del ricordo alla presenza di molte autorità civili e militari del luogo. La tragedia degli Italiani di Fiume, Istria e Dalmazia, alla fine della seconda guerra mondiale, è tornata alla memoria di quanti hanno partecipato alla “messa del ricordo”, celebrata nel tempio della chiesa della rotonda e alla successiva cerimonia della deposizione della corona d’alloro alla Gran Guardia. Un incontro per riflettere, ma anche per pregare, reso solenne dalla partecipazione di molte associazioni d’arma, con i labari alzati per dare onore ai fratelli perseguitati e uccisi con l’unica colpa di essere italiani.

Commoventi le parole della preghiera per le vittime delle foibe, gettate nelle viscere della terra, e per i tantissimi altri che hanno riempito gli ospedali e i cimiteri; concluse dalla speranza che nessuno debba più conoscere gli orrori della guerra, la persecuzione dell’odio, la sofferenza dell’ingiustizia. Solenne l’accompagnamento del coro “La Vangadizza”, alle diverse fasi della cerimonia religiosa. Conclusa questa, amministratori pubblici, rappresentanti d’arma, e molti cittadini si sono recati in corte alla Gran Guardia per depositare una corona d’alloro ai piedi della lapide che ricorda i caduti di tutte le guerre, dal Risorgimento alla Resistenza, accompagnandola con l’esecuzione dello struggente canto di Bepi De Marzi “Signore delle cime”.

Ultimo atto della mattinata, la relazione di Lorenzo Maggi, dell’Associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia, delegazione di Rovigo, su “Zara e la medaglia dimenticata”, riguardante il conferimento, il 21 settembre 2001, da parte dell’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi, della medaglia d’oro al valore militare al gonfalone della città Zara. Medaglia che, ancora oggi, non è stata ufficialmente consegnata al destinatario: colpita anch’essa dalla “damnatio memorae”, come tutte le vicende che hanno coinvolto Istria, Fiume e Dalmazia e i loro abitanti.