Apr 16

Il Rotary club di Rovigo in collaborazione con l’ I.N.A. di Rovigo ha organizzato una conferenza dal titolo “Guerra e Pace in Afghanistan” con i relatori Capitano Michele Agostinetto e Maggiore Mario Renna, portavoce del Contingente NATO ad Herat.

Le testimonianze del maggiore Mario Renna e del capitano Michele Agostinetti sono state la portata principale della conviviale del Rotary Club di Rovigo che si è tenuto martedì sera all’hotel Cristallo, nel segno del motto del presidente internazionale Sakuji Tanaka “ La pace attraverso il servizio”.

Renna e Agostinetto, della missione di pace Isaf in Afghanistan, sono stati, infatti, gli ospiti d’onore della serata, cui hanno partecipato altri cinque Rotary club (Badia – Lendinara – Alto Polesine, Porto Viro – Delta del Po, Ferrara Este e Legnago), la Followship Rotariani – Alpini, recentemente costituitasi, il Rotaract rodigino e le varie Associazioni d’Arma Provinciali.

Mario Renna, nativo di Parma, ma piemontese d’adozione, laureato in scienze strategiche e ingegneria, milita nella brigata alpina Taurinense e, nella sua quarta missione semestrale, ha curato la pubblica informazione, come portavoce del contingente Nato di Herat.

Michele Agostinetto, rodigino, diploma di liceo scientifico e un corso all’accademia militare di Modena, è entrato nel ’99, nel quinto reggimento alpini, con missioni in Bosnia e Afghanistan.

Attualmente è in forza al comando delle truppe alpine di Bolzano, come addetto all’addestramento dell’esercito afghano e coordinatore delle attività comunicative.

“Uomini di poche parole, ma di grande umanità”, così ha definito i due alpini il presidente del Rotary club, Gianfranco Dalla Pietra, dopo aver invitato i presenti ad un minuto di silenzio e di raccoglimento in ricordo dei caduti in missione di pace.

In una sala gremita da circa centocinquanta, tra soci, autorità ed ospiti,tra cui il Generale Lorenzo Zaffarano, il Colonnello Quintiliano Ferri e Colonnello Carlo Libanori di fronte ai genitori di due giovani alpini polesani, Mauro Gigli e Massimo Ranzani, caduti in missione, ha preso la parola Mario Renna.

Il maggiore, autore anche del libro Ring Road: sei mesi con gli alpini in Afghanistan, ha parlato del complesso impegno Nato per la regione afghana occidentale.

“ La nostra missione – ha detto – punta sull’addestramento e accompagnamento delle forze di sicurezza afghane e dispone di team speciali, che realizzano progetti di assistenza e sviluppo a favore delle comunità locali”.

L’ufficiale si è poi soffermato sulla specificità dell’intervento italiano, fondato su un lavoro di comprensione, mediazione e persuasione, a sostegno delle autorità locali e nell’interesse della popolazione, consapevole del cambiamento e del sostegno prestato.

“Oggi – ha concluso Renna – l’Afghanistan è un posto migliore di dieci anni fa, come testimonia la crescita dell’esercito, passato da 10 a 30mila unità, che sono molto autonome nel controllo del territorio, l’aumento della scolarizzazione, dell’aspettativa di vita, passata da 43 a 50 anni, lo sviluppo delle comunicazioni, la diffusione di Internet e dei cellulari, la nascita di manifestazioni sociali e sportive all’occidentale, che rappresentano il crescere della modernità, anche se restano, nelle campagne isolate, sacche di povertà e arretratezza”. Prima della conclusione gli ospiti hanno risposto a molte domande fatte dai presenti.